Minacce islamiche per gli scavi accanto al Monte del Tempio

Come in passato, un nuovo pretesto rischia di infiammare gli animi e produrre violenze

image_1577Accampando quello che appare come un nuovo pretesto, diversi leader islamici hanno iniziato martedì a invocare un nuovo sconto violento con Israele per una controversia relativa a scavi archeologici in corso nelle vicinanze del Monte del Tempio, a Gerusalemme.
Le minacce sono scoppiate quando gli archeologi israeliani hanno avviato lavori di scavo detti “di recupero” in un sito archeologico che si trova all’esterno del perimetro del Monte del Tempio, in vista della progettata costruzione di un nuovo ponte pedonale di collegamento alla Porta Mughrabi.
“Gerusalemme è in pericolo – ha tuonato martedì il capo del Movimento Islamico in Israele Raed Salah in una conferenza stampa nei pressi del luogo sacro – E’ giunta l’ora di una intifada del popolo musulmano”.
“La continua aggressione israeliana alla moschea di al-Aqsa e a Gerusalemme – ha dichiarato il primo ministro palestinese Ismail Haniyeh – richiede che tutti i palestinesi si uniscano, ricordando che la nostra vera lotta è contro l’occupante”.
Il ponte pedonale, che verrà costruito sotto gli auspici dell’Antiquities Authority israeliana, è destinato a rimpiazzare la passerella provvisoria che era stata costruita su una sezione dedicata alla preghiera femminile del Muro Occidentale (che è quanto resta del contrafforte occidentale delle corti del Secondo Tempio ebraico, ampliate da Erode il Grande nel I sec a.e.v., noto anche come Muro del Pianto), dopo che la vecchia rampa originale di pietra che conduceva alla Porta Mughrabi era stata rimossa perché giudicata insicura dagli ingegneri della municipalità.
Funzionari israeliani hanno ripetutamente sottolineato, martedì, che i lavori in corso sul sito sono tutti al di fuori del perimetro del Monte del Tempio e non rappresentano alcun rischio per la moschea che si trova all’interno.
“La costruzione del sovrappasso, situato interamente all’esterno del Monte del Tempio – spiegano fonti dell’ufficio del primo ministro – non ha alcun impatto sul Monte stesso e non lo mette in alcun modo in pericolo”.
“Non c’è nulla, in questi lavori, che possa procurare alcun danno ai muri del Monte del Tempio e men che meno alle strutture al suo interno”, conferma Gideon Avni, direttore degli scavi e supervisore della Antiquities Authority.
Secondo regole in vigore da decenni, Israele mantiene la responsabilità complessiva per sicurezza e ordine pubblico sul Monte del Tempio, mentre il Wakf (autorità islamica per il patrimonio religioso) è incaricata dell’amministrazione quotidiana.
Per legge, in tutto Israele è obbligatorio eseguire scavi detti “di recupero” prima di procedere con qualunque tipo di progetto edilizio. Attualmente nella Città Vecchia di Gerusalemme sono in corso una mezza dozzina di scavi di questo tipo.
“Chiunque si rechi sul posto – ha detto martedì il capo della polizia di Gerusalemme Ilan Franco, che ha dovuto schierare duemila agenti nella Città Vecchia a causa delle minacce di esponenti islamici – vede chiaramente coi propri occhi che tutti i lavori si svolgono all’esterno del complesso del Monte del Tempio”.
Il nuovo ponte pedonale, che ha avuto il nulla osta della Commissione urbanistica della municipalità e del rabbino in carica al Muro Occidentale, sorgerà al di sopra del sito archeologico in questione, adiacente all’angolo sud-occidentale del Muro Occidentale, e sarà sostenuto da otto pilastri infissi nel sito stesso. Il sito viene considerato uno dei parchi archeologici più importanti in Israele e nel mondo. Di qui la necessità degli scavi preliminari.
La rampa originaria, eretta subito dopo la guerra del 1967 (e la riunificazione di Gerusalemme), serviva come punto di ingresso dei non-musulmani al Monte del Tempio. Già messa a dura prova dalle intemperie, venne severamente danneggiata da una scossa di terremoto verificatasi tre anni fa. Giudicata insicura dai tecnici comunali, venne rimossa e sostituita da una passerella temporanea che tuttavia occupava più di un terzo dello spazio dedicato alla preghiera delle donne davanti al Muro Occidentale.
Il Monte del Tempio, luogo più sacro dell’ebraismo e terzo luogo santo dell’islam, è stato oggetto più volte, anche nel recente passato, di violente controversie dilagate nel resto del paese.
Nel 1996, l’apertura da parte delle autorità israeliane di una seconda uscita del tunnel archeologico che scorre lungo un tratto del perimetro esterno del Monte del Tempio diede vita a un’ondata di violenze palestinesi che provocarono la morte di 80 persone. Nel 2000, la visita al Monte del Tempio (ma fuori dalle moschee) fatta dall’allora leader dell’opposizione israeliana Ariel Sharon venne usata come pretesto per scatenare la più sanguinosa ondata di violenze palestinesi durata più di sei anni.
Gli sforzi delle autorità israeliane di riportare alle loro dimensioni gli scavi in corso presso, ma non dentro il perimetro del Monte del Tempio sono rimasti inascoltati. I mass-media arabi hanno dato invece ampio spazio alla accesa retorica di esponenti islamici che si sono scagliati contro i lavori. “Il governo israeliano sta nuovamente provocando il popolo palestinese e il mondo musulmano – ha detto martedì il parlamentare arabo israeliano Talab El-Sana (Lista Araba Unita) – e non esita ad incendiare la regione con decisioni irresponsabili”.
Nei giorni scorsi gli animi si erano già accesi attorno al restauro di un antico pulpito in legno nella moschea di al-Aqsa, distrutto decenni fa da un turista australiano squilibrato che voleva accelerare in questo modo la venuta del Messia, mentre la Giordania porta avanti piani per la costruzione sul Monte del Tempio di un quinto, e più alto, minareto.
Negli anni scorsi, il Waqf islamico ha diretto la costruzione della più grande moschea d’Israele, ricavata nelle antiche strutture sotto la superficie del Monte del Tempio note come “Scuderie di Salomone”, che fanno da supporto alla moschea di al-Aqsa. La costruzione della enorme moschea, condotta con l’asporto di tonnellate di detriti e senza alcuna supervisione archeologic, è stata definita da un autorevole gruppo di archeologi israeliani “un crimine archeologico senza precedenti”.

(Da: Jerusalem Post, 6.02.07)

Nella foto in alto: La passerella provvisoria alla Porta Mughrabi, all’esterno del Monte del Tempio. Ai suoi piedi, i lavori in corso

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