Quando i fondamentalisti smentiscono se stessi

Il Cairo nega l’esistenza di una lettera di Morsi (che tutti i giornalisti hanno visto).

image_3501Poche ore dopo che l’ufficio del presidente d’Israele aveva annunciato, martedì, che Shimon Peres aveva ricevuto una lettera d’amicizia da parte del suo omologo, il neo eletto presidente egiziano Mohammed Morsi, un portavoce dello stesso Morsi ha seccamente smentito la notizia.
Nella lettera, che era stata recapitata tramite l’ambasciatore egiziano in Israele, Yasser Reda, al segretario militare di Peres, colonnello Hasson Hasson, Morsi scriveva (in inglese): “E’ con profonda gratitudine che ho ricevuto le vostre felicitazioni nell’avvento del mese santo di Ramadan. Colgo questa opportunità per ribadire che sono ansioso di mettere in campo i nostri migliori sforzi per riportare il processo di pace mediorientale sul suo giusto binario allo scopo di conseguire sicurezza e stabilità per tutti i popoli della regione, compreso il popolo israeliano” (nell’originale: “…including the Israeli people”).
Per inciso, il nome del presidente israeliano era erroneamente traslitterato “Perez”, anziché Peres.
L’ufficio del presidente israeliano ha riferito che la lettera è pervenuta dopo che Peres aveva inviato a Morsi due lettere: la prima per congratularsi della sua elezione a presidente, la seconda in occasione dell’inizio del Ramadan.
Un funzionario dell’ufficio di Peres – che ha chiesto di rimanere anonimo data la delicatezza delle relazioni diplomatiche fra i due paesi – ha detto che verso mezzogiorno di martedì i collaboratori del presidente israeliano avevano ricevuto la missiva ufficiale dall’ambasciatore egiziano in Israele sia per posta raccomandata, sia per fax direttamente dalla sede dell’Ambasciata egiziana a Tel Aviv. A quel punto, continua il funzionario, l’ufficio di Peres chiedeva all’ambasciatore egiziano se poteva divulgare il contenuto della lettera o se doveva considerarla riservata. Il rappresentante egiziano telefonava all’ufficio di Morsi per avere istruzioni, racconta il funzionario, e poi riferiva ai collaboratori di Peres che lo staff di Morsi aveva dato luce verde alla divulgazione della lettera.
L’ufficio di Peres ha consegnato ai giornalisti una copia di quella che viene presentata come la lettera inviata via fax. In testa alla lettera compare un timbro con la data di martedì, il numero di telefono da cui il fax è stato inviato e la sigla “EGY EMB TEL AVIV” (verosimilmente: “Egyptian Embassy in Tel Aviv”). Il numero di fax, che appare stampato in automatico dal dispositivo che ha inviato la lettera, è un numero che risulta indicato sul sito web del ministero degli esteri israeliano come appartenente all’Ambasciata egiziana in Israele.
La notizia che Peres aveva ricevuto una lettera da Morsi faceva rapidamente il giro del mondo (anche www.israele.net riferiva: «Il presidente d’Israele Shimon Peres ha ricevuto martedì una lettera dal neo presidente egiziano Mouhmad Morsi. Morsi ringrazia Peres per le felicitazioni ricevute un mese fa, al momento della sua vittoria elettorale, ed esprime la speranza che si insaturi la pace in Medio Oriente. Si tratta del primo contatto diretto tra Morsi e un rappresentate ufficiale dello Stato d’Israele.»). Tuttavia, poco dopo la diffusione della notizia, alti funzionari egiziani evidentemente sconcertati dalla mossa si affrettavano a spegnere ogni entusiasmo suscitato da quello che sembrava il segnale di una possibile distensione nelle relazioni del Cairo verso Gerusalemme. Il portavoce di Morsi, Yasser Ali, giungeva al punto di negare con veemenza che il presidente egiziano avesse mai inviato una lettera a Peres: “Tutto ciò che hanno pubblicato i mass-media israeliani – affermava Yasser Ali martedì sera – è basato su menzogne infondate ed è semplicemente falso. Il presidente Morsi non ha mandato nessuna lettera al presidente israeliano”. Yasser Ali accusava i giornali israeliani d’aver “fabbricato” la lettera, benché essa sia stata diffusa dall’ufficio della Presidenza.
Sulla questione il ministero degli esteri egiziano non ha per il momento espresso una sua posizione.
La Presidenza d’Israele, dal canto suo, non si è minimamente scomposta per la smentita egiziana, ribadendo che la lettera è stata effettivamente inviata da Morsi. Secondo i più stretti collaboratori di Peres, la smentita è arrivata quando si è visto che la lettera era stata ripresa dai mass-media internazionali: quella egiziana è stata una reazione prevedibile, affermano, vista l’eco suscitata dalla lettera, cosa che evidentemente contrasta con le posizioni dell’attuale regime egiziano.
L’ufficio di Peres ha fatto sapere di considerare la lettera una comunicazione di routine. Probabilmente quando gli egiziani si sono resi conto che la lettera amichevole poteva essere interpretata come un segno di debolezza, i funzionari hanno deciso di negarne l’esistenza sebbene fosse stata approvata dall’ufficio di Morsi.
La querelle evidenzia la natura ipersensibile delle relazioni israelo-egiziane: sempre piuttosto fredde, ma in questo periodo ancora più delicate dopo i successi elettorali della Fratellanza Musulmana. Dimostra inoltre una notevole dose di confusione nel frantumato governo egiziano. Sebbene Morsi sia entrato in carica, ancora non è chiaro quali siano i suoi effettivi poteri. Infatti il Consiglio militare subentrato l’anno scorso, dopo l’estromissione del pluridecennale presidente Hosni Mubarak, si è assunto una parte dei poteri presidenziali. Inoltre il parlamento dominato dalla Fratellanza è stato ufficialmente sciolto, il governo nominato dai militari è ancora in carica, mentre ministeri e servizio diplomatico sono per lo più nelle mani del vecchio regime. Una confusione che favorisce disaccordi, conflitti e giochi di potere.
Tutto ciò va ad aggiungersi ai già complicati rapporti fra Egitto e Israele. I due paesi hanno firmato un trattato di pace nel 1979, ma le relazioni non sono mai state molto strette. Morsi si è impegnato a rispettare i trattati internazionali firmati dall’Egitto, ma la Fratellanza Musulmana, alla quale Morsi è affiliato, si proclama apertamente contraria a ogni normalizzazione dei rapporti con Israele e ha più volte accennato alla necessità di modificare l’accordo fra Israele ed Egitto. Il movimento è infatti storicamente ed esplicitamente ostile all’esistenza stessa di Israele.

(Da: Israel HaYom, YnetNews, israele.net, 1.8.12)

Nelle foto in alto: la lettera in questione, fra il presidente d’Israele Shimon Peres (a sin) e quello egiziano Mohammed Morsi

Si veda anche:

Non è più lo stesso Egitto, non è più la frontiera di prima. Israele deve rapidamente adattarsi alla nuova realtà: un mix di pace formale, terrorismo e cartello criminale

http://www.israele.net/articolo,3462.htm