Una grande occasione sprecata

Evidentemente i responsabili politici non sono stati abbastanza creativi né disposti ad assumersi rischi.

Alcuni commenti dalla stampa israeliana

image_3488Il presidente del partito Kadima, Shaul Mofaz, ha inoltrato martedì pomeriggio al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu la sua lettera di dimissioni dalla carica di vice primo ministro a seguito della decisione di Kadima di lasciare la coalizione di governo. Il gruppo parlamentare del partito, infatti, ha votato (25 deputati contro 3) di uscire dalla coalizione dopo il fallimento dei negoziati con il Likud sulla modifica della Legge Tal sulla coscrizione obbligatoria. Mofaz ha respinto l’ultima proposta di Netanyahu di imporre la coscrizione agli ultra-ortodossi solo all’età di 23 anni e di concedere loro benefici particolari per incoraggiarli a arruolarsi. Kadima era entrato nel governo Netanyahu 70 giorni fa sulla base di alcuni punti programmatici, primo fra tutti l’abolizione delle esenzioni collettive (per i cittadini ultra-ortodossi e arabi) del servizio militare (o civile) obbligatorio. Secondo gli osservatori, l’uscita di Kadima dalla coalizione di governo apre la strada alla possibilità di elezioni anticipate.

Scrive GIL HOFFMAN sul Jerusalem Post: «Kadima entrò nel governo guidato da Benjamin Netanyahu alle 2 del mattino dell’8 maggio e quando, martedì scorso, i suoi 28 parlamentari hanno lasciato la coalizione, il leader del partito Shaul Mofaz ha ammesso senza reticenze che se ne andavano senza essere riusciti a imprimere alcuna influenza sul futuro di Israele. La coalizione contava su una maggioranza di 66 parlamentari (su 120) prima, e conta di nuovo su una maggioranza di 66 parlamentari adesso. Il governo aveva da affrontare problemi difficili allora, e i problemi difficili sono ancora tutti lì. Quelle che sono scomparse sono le elezioni anticipate del 4 settembre, la cui procedura avrebbe dovuto essere avviata sin dall’8 maggio, se Kadima non avesse aderito alla coalizione. Ora le elezioni si terranno nel 2013, in una data che dipenderà dalla capacità di Netanyahu di far approvare una nuova legge di bilancio. È possibile che sia scomparso anche qualche elettore del Likud: Netanyahu potrebbe averli disorientati non accettando gli ulteriori compromessi che avrebbero consentito di arruolare un maggior numero di studenti haredim (ultra-ortodossi) nel servizio militare o civile obbligatorio. Ma quanti di questi elettori metteranno in cima alle loro priorità l’estensione più equa del servizio di leva quando si terranno le elezioni, verosimilmente nella primavera del 2013? Prima di allora l’Iran potrebbe essere stato attaccato, o il suo programma nucleare potrebbe essere stato sventato con mezzi non militari; i palestinesi potrebbero avere un nuovo capo; gli Stati Uniti potrebbero avere un nuovo leader. Un sacco di cose saranno sicuramente cambiate. Quello che probabilmente non sarà cambiato è il vano dibattersi del partito Kadima.»
(Da: Jerusalem Post, 18.7.12)

Scrive SIMA KADMON su Yediot Aharonot: «Una cosa è chiara: chi ci perde di più siamo noi cittadini israeliani. Un’occasione unica, in cui un’enorme coalizione di 94 parlamentari (su 120) avrebbe potuto imprimere un vero cambiamento storico, è andata sprecata. E quand’anche ci convincessero che c’erano le migliori intenzioni, e che tutti si erano avventurati in questa vicenda in buona fede e con alto senso della propria missione, resta il fatto che un’occasione storica è stata ridotta a una mera vicenda politica». Secondo l’editorialista, il primo ministro Benjamin Netanyahu non avrà tanta fretta di convocare nuove elezioni dato l’umore del pubblico, ora che è stato rigettato nella sua alleanza che dipende dai partiti ultra-ortodossi.»
(Da: Yediot Aharonot, 18.7.12)

Scrive MAZEL MUALEM su Ma’ariv: «Grazie a Netanyahu, Shaul Mofaz e Kadima abbandonano questa partnership con le bandiere al vento. Alla fine hanno trovato il programma politico che gli era sfuggito per tutti i tre anni all’opposizione. Forse Kadima si sbriciolerà alle prossime elezioni, ma nel frattempo avrà inflitto a Netanyahu dei danni la cui portata, per il momento, non è possibile valutare. Alle prossime elezioni Netanyahu sarà “quello che ha ceduto agli ultra-ortodossi” a spese dei “babbei” che servono nelle Forze di Difesa israeliane». Secondo l’editorialista, «l’ultima cosa di cui Netanyahu ha bisogno, adesso, è affrontare delle elezioni sulla Legge Tal, e con le proteste sociali che imboccano direzioni impreviste. Perciò Netanyahu cercherà di andare alle elezioni il più lontano possibile dagli eventi di queste ultime settimane, ma anche abbastanza presto per non essere trascinato in una guerra sul budget del 2013, il che quasi certamente avverrà nei primi mesi del 2013.»
(Da: Ma’ariv, 18.7.12)

Scrive DAN MARGALIT su Yisrael Hayom: «Nel giorno della separazione si deve ammettere che il tentativo di cooperazione fra Likud e Kadima includeva la potenziale opportunità di una grande svolta, al di là della questione dell’estensione della coscrizione obbligatoria nelle Forze di Difesa israeliane e nel servizio civile nazionale, per quanto importante essa possa essere. Evidentemente i responsabili politici non sono stati abbastanza creativi né disposti ad assumersi dei rischi». Conclude l’editorialista: «La reazione della maggioranza dei “freier” (gli autodefiniti “babbei turlupinati”) detterà il tono degli sviluppi futuri.»
(Da: Yisrael Hayom, 18.7.12)

Si veda anche:

Arruolamento per tutti: il dibattito in corso in Israele. Netanyahu: «E’ una questione di principio, sono contrario all’esenzione degli arabi e degli ultraortodossi»

http://www.israele.net/articolo,3479.htm

Un buon accordo di unità nazionale. L’ampia coalizione crea le condizioni per politiche e riforme finora improponibili

http://www.israele.net/articolo,3430.htm