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Con una decisione senza precedenti, dopo aver ricevuto il consenso dei famigliari il ministro dell’Informazione israeliano, Yuli Edelstein, ha confermato la decisione di diffondere le foto (coi volti schermati) della famiglia Fogel vittima del massacro perpetrato a Itamar, ritenendo che solo vedendone le immagini il mondo possa rendersi realmente conto di “cosa si trova a fronteggiare lo stato di Israele”. Tradizionalmente autorità, mass-media e pubblico israeliano si rifiutano di diffondere immagini raccapriccianti delle vittime del terrorismo, definendole “pornografia del sangue”.

Forze aeree israeliane hanno colpito sabato un edificio a Beirut sud usato per le riunioni del Consiglio Supremo di Hezbollah.

I paesi dell’Unione Europea hanno raggiunto mercoledì un accordo di principio per istituire un embargo sul petrolio iraniano se Teheran non si impegna a cooperare sul suo controverso programma nucleare. L’accordo sarà finalizzato entro la fine di gennaio, una volta stabiliti i termini e la data di inizio del blocco. “Le conseguenze dell’embargo petrolifero europeo sono di vasta portata, molto più di qualche pubblica minaccia militare – si legge giovedì in un editoriale di Ma’ariv – Per la prima volta negli ultimi anni gli iraniani sentono davvero il fiato sul collo. Evidentemente quando qualcuno dà l’assalto alle loro ambasciate, gli europei sanno come reagire”.

Più di 30 colpi di mortaio palestinesi da giovedì sera sulle abitazioni israeliane a Gush Katif (striscia di Gaza): ingenti danni, ma senza vittime.

Secondo sondaggio Palestinian Center for Communications (Gerusalemme)

diffuso martedì, se si votasse oggi, Hamas e Fatah sarebbero testa a

testa (30% contro 32%), ma il primo ministro Ismail Haniyeh prevarrebbe

sul presidente Mahmoud Abbas (Abu Mazen): 19% contro 14,5%.

Sei razzi Qassam palestinesi sono stati lanciati giovedì pomeriggio e sera dalla striscia di Gaza contro Israele e si sono abbattuti nelle zone di Ashkelon e di Shaar HaNegev.

Uccisi giovedì nella loro auto a Rafah da elicotteri israeliani (striscia di Gaza) Amar Abu-Sita, capo delle brigate Abu-Rish (gruppo terroristico affiliato a Fatah), e la sua guardia del corpo.

Siria. Più di mille uomini di Hezbollah sono entrati in Siria domenica. Lo ha denunciato in un’intervista tv il portavoce del Libero Esercito Siriano, Louai Meqdad. Secondo Meqdad, l’organizzazione terrorista islamista libanese “ha invaso la Siria e ha lanciato una guerra contro i ribelli”: una mossa che, a suo dire, è stata pienamente coordinata con il regime di Assad.

Secondo fonti palestinesi, un terrorista delle Brigate al-Aqsa (Fatah) sarebbe morto domenica mattina nellesplosione di un ordigno che cercava di scagliare contro soldati israeliani a Nablus.

Fonti ufficiali siriane hanno smentito che bersagli siriani, né militari né civili, abbiano subito alcun attacco sabato da forze israeliane.