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Vivaci proteste da parte dei ministri israeliani di destra Naftali Bennett e Ayelet Shaked, dopo la notizia data dalla tv Canale Due che il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu avrebbe accettato la costruzione di 14.000 nuove unità abitative nella città palestinese di Qalqilya ampliandone i confini municipali nell’Area C, che in base agli Accordi di Oslo è sotto giurisdizione israeliana. Tutte le città palestinesi, compresa Qalqilya, sono sotto Autorità Palestinese e si trovano nelle Aree A della Cisgiordania.

Lo scrittore israeliano David Grossman ha ricevuto il Man Booker International Prize 2017 per il suo romanzo A Horse walks into a bar. L’annuncio è stato fatto durante una cerimonia mercoledì sera al Victoria&Albert Museum di Londra. E’ la prima volta che va a uno scrittore israeliano il prestigioso premio letterario, assegnato alla miglior opera tradotta in lingua inglese. Grossman ha battuto altri cinque finalisti, tra cui un altro famoso autore israeliano, Amos Oz, nominato per il suo libro Giuda.

In una dichiarazione diffusa mercoledì in occasione del decimo anniversario del golpe con cui Hamas prese il potere nella striscia di Gaza, l’Autorità Palestinese ha definito l’avvento al potere di Hamas come “la seconda nakba che ha colpito il nostro popolo” e ha accusato Hamas d’aver “trasformato la striscia di Gaza in un inferno intollerabile”. L’uso del termine “nakba” in un contesto diverso da quello della guerra d’indipendenza d’Israele del ’48 è del tutto eccezionale nella pubblicistica araba e palestinese. Già in passato Abu Mazen aveva chiesto a Hamas di cedere il controllo su Gaza in cambio dei servizi che l’Autorità Palestinese fornisce ai residenti, una richiesta che Hamas ha sempre respinto. In conversazioni private citate da varie fonti, Abu Mazen ha spiegato: “Non sono più disposto a fare il bancomat di Hamas a Gaza senza contropartite. Se vogliono i nostri servizi, devono lasciarci il controllo. Se non lo fanno, allora si arrangino da soli”. Nella dichiarazione di mercoledì, l’Autorità Palestinese accusa anche Hamas di saccheggiare attrezzature mediche trasferite dall’Autorità Palestinese agli ospedali della striscia di Gaza per dirottarle verso cliniche private appartenenti all’organizzazione usate da capi civili e militari di Hamas a spese dei cittadini comuni di Gaza.

Il coordinatore umanitario delle Nazioni Unite per i territori occupati, Robert Piper, ha detto mercoledì che gli abitanti di Gaza “sono ostaggio” della faida palestinese fra Fatah e Hamas.

Il parlamento dell’Egitto ha approvato mercoledì il controverso accordo marittimo per il trasferimento all’Arabia Saudita delle isole Tiran e Sanafir, nel Mar Rosso. L’accordo, tutt’ora in discussione davanti a un tribunale, ha scatenato vivaci proteste nel paese con l’opposizione che accusa il governo di svendere territorio egiziano ai suoi benefattori sauditi. Il governo afferma invece che le isole erano saudite e vennero cedute in affitto all’Egitto negli anni ’50.

Secondo le informazioni fornite alla ong Physicians for Human Rights Israel dal “ministero della salute” di Hamas a Gaza, “un terzo dei medicinali essenziali e più di 270 dispositivi medici necessari per sale operatorie e unità di terapia intensiva” non sono attualmente disponibili a causa del taglio dei fondi per la sanità a Gaza da parte dell’Autorità Palestinese. Secondo queste fonti, l’Autorità Palestinese versava 4 milioni di dollari ogni mese per il normale funzionamento di 13 ospedali governativi e 54 centri di assistenza primaria. In aprile la somma è scesa a 2,3 milioni di dollari e a maggio è scesa a 500mila dollari. Lo scorso aprile un alto collaboratore del presidente Abu Mazen, citato dal quotidiano israeliano Ha’aretz, aveva detto che Ramallah stava tagliando i fondi per la sanità a Gaza nel quadro delle misure volte a costringere Hamas a rinunciare almeno in parte al suo controllo sulla striscia di Gaza e restituirlo all’Autorità Palestinese. “Ci rendiamo conto che può sembrare crudele – aveva detto l’esponente palestinese – ma in fin dei conti, dopo dieci anni di divisione e di dominio su Gaza, Hamas deve decidere se pretende di continuare a controllare tutto, comprese le spese sostenute dal governo dell’Autorità Palestinese”.

La Knesset ha approvato mercoledì in prima lettura (con 48 voti a favore e 13 contrari) una proposta di legge intesa a dedurre dai fondi fiscali che Israele trasferisce all’Autorità Palestinese una quota equivalente alla somma che questa impiega a sostegno di terroristi detenuti e di famigliari di terroristi morti compiendo attentati.

L’Autorità Palestinese ha confermato mercoledì che continuerà a versare i vitalizi alle famiglie dei terroristi palestinesi detenuti in Israele. “Continueremo a versarli – ha detto Issa Qaraqe, direttore dell’ufficio prigionieri dell’Autorità Palestinese, citato dal Jerusalem Post e da YnetNwes – Quello che ha detto il Segretario di stato Usa Rex Tillerson non è esatto”. Qaraqaa ha aggiunto d’aver avuto precisa indicazione in questo senso da parte del presidente dell’Autorità Palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen) e ha definito “un’aggressione contro il popolo palestinese” le pressioni Usa e israeliane per la cessazione degli stipendi ai terroristi.

“A Israele non risulta nessun cambiamento nella posizione palestinese, che è quella di continuare a pagare stipendi alle famiglie dei terroristi” detenuti, o morti compiendo attentati. Lo ha detto mercoledì un’alta fonte diplomatica israeliana, che ha aggiunto: “Con questi pagamenti, l’Autorità Palestinese continua a celebrare, incoraggiare e promuovere il terrorismo”. La dichiarazione giunge in risposta al Segretario di stato Usa Rex Tillerson, il quale martedì parlando ai senatori aveva affermato che i palestinesi “hanno cambiato questa politica e il loro intento è quello di cessare i pagamenti alle famiglie di coloro che hanno commesso omicidi o violenze contro altri”.

Per la prima volta le Forze di Difesa israeliane parteciperanno, quest’anno, alla terza edizione delle Gare Militari Internazionali, che si terranno dal 29 giugno al 12 agosto in Russia, Azerbaigian, Bielorussia, Kazakistan e Cina. Israele competerà nelle categorie ospedali e cucine da campo, ha detto il portavoce militare. In tutto sono 73 i paesi invitati a partecipare, 27 dei quali hanno già confermato mentre altri 16 hanno espresso interesse, stando a quanto riferiscono i mass-media russi. Israele limiterà la propria partecipazione ai settori medico e culinario, ha detto al Jerusalem Post Ofer Fridman, esperto militare israeliano di origine russa docente presso il Department of War Studies del King’s College di Londra, per contenere i costi ma soprattutto per evitare di esporre capacità “sensibili” delle Forze di Difesa israeliane.