Sezione: News

Una studentessa ventenne della Galilea è stata gravemente ferita a colpi di coltello, lunedì, presso la Arab American University di Jenin.

Violenti scontri, lunedì sera, fra dimostranti palestinesi e forze di sicurezza israeliane, con lanci di molotov e pietre, nel villaggio di Jayyus, presso Qalqilya (Cisgiordania occidentale). Secondo fonti palestinesi, sarebbe rimasto ucciso un palestinese 24enne.

Sono stati arrestati lunedì tre palestinesi dopo che nella loro auto, perquisita dalla polizia vicino a Maaleh Adumim (poco a est di Gerusalemme), è stato trovato un mitra con munizioni.

Il governo israeliano ha reso più severo il rilascio a membri di Hamas di permessi d’ingresso in Israele per ricevere cure mediche. Restano comunque in vigore i permessi salva-vita. Lo ha affermato lo Stato in risposta a una petizione presentata all’Alta Corte di Giustizia dalla famiglia del soldato Hadar Goldin, caduto nella guerra a Gaza del 2014 e il cui corpo è trattenuto in ostaggio da Hamas.

“Domenica sera Hamas ha effettuato un test missilistico lanciando tre razzi da Gaza verso il mare”. Lo ha detto lunedì il ministro della difesa israeliano Avigdor Liberman. “Ciò dimostra – ha continuato Liberman – che nonostante la situazione umanitaria nella striscia di Gaza, Hamas continua a produrre e testare i razzi”. Secondo Liberman, l’anno scorso il budget dell’ala armata del gruppo terroristico palestinese è stato di 260 milioni di dollari, per lo più investiti nella produzione di missili e tunnel terroristici.

Agenti israeliani in servizio alla dogana del porto di Ashdod hanno scoperto un container destinato a Gaza pieno di equipaggiamenti militari tra cui migliaia di giubbotti e stivali mimetici. La spedizione dalla Cina è stata ordinata da un importatore di Gaza che doveva ricevere il container al valico di Kerem Shalom

Il ministro della difesa israeliano Avigdor Lieberman ha accusato i palestinesi di intransigenza, ricordando che nel 2008 Abu Mazen respinse l’offerta di pace di Ehud Olmert e che nel 2000 Yasser Arafat aveva già respinto l’offerta di pace di Ehud Barak. “I palestinesi trovato sempre una ragione per non fare la pace – ha continuato Lieberman – In realtà non occorre cercare scuse: Abu Mazen non vuole l’accordo con Israele. Il suo obiettivo è portarci nell’arena internazionale dove ritiene di avere una maggioranza automatica favorevole. La sua strategia è quella di logorarci perché sa di non avere chance nel confronto diretto”.

Il presidente dell’Autorità Palestinese Abu Mazen “ha perso il lume della ragione”: ha rinunciato alla prospettiva dei negoziati optando invece per lo scontro sia con Israele che con gli Stati Uniti. Lo ha detto lunedì il ministro della difesa israeliano Avigdor Lieberman commentando l’infervorato discorso fatto domenica sera da Abu Mazen al Comitato Centrale dell’Olp a Ramallah. Secondo Lieberman, il presidente palestinese ha perso il sostegno degli arabi moderati. “L’intero mondo arabo moderato gli sta dicendo: se dobbiamo scegliere fra te e gli Stati Uniti, stiamo con gli Stati Uniti”. Circa la minaccia di Abu Mazen di ricusare gli accordi di Oslo, cosa che significherebbe la fine dell’Autorità Palestinese, Lieberman ha osservato: “I palestinesi beneficiano più di noi del coordinamento sulla sicurezza. Lo dimostra il fatto che le loro condizioni e il loro tenore di vita in Giudea e Samaria (Cisgiordania) sono nettamente migliori che nella striscia di Gaza (controllata da Hamas). Noi non minacciamo e non intendiamo bloccare il coordinamento sulla sicurezza – ha concluso il ministro della difesa israeliano – Se lo bloccano, sarà una loro decisione.”

“Israele è un progetto coloniale che non ha nulla a che fare con gli ebrei”. Lo ha affermato il presidente dell’Autorità Palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen) parlando al Comitato Centrale dell’Olp, riunito domenica sera a Ramallah. “Gli europei – ha aggiunto Abu Mazen – volevano solo portare qui gli ebrei per preservare i loro interessi nella regione e chiesero all’Olanda [sic], che aveva la flotta più grande del mondo, di trasferire gli ebrei”. Abu Mazen ha poi detto che “Israele ha posto fine agli accordi di Oslo e tra le decisioni che noi dobbiamo prendere c’è la questione di Oslo”. Abu Mazen ha poi confermato che funzionari statunitensi hanno offerto ai palestinesi il sobborgo di Abu Dis, a Gerusalemme est, come capitale di un futuro stato palestinese. E ha concluso: “A Trump e a tutti gli altri diciamo: no, no al vostro piano, noi lo rifiutiamo”. Hamas e Jihad Islamica palestinese, che non fanno parte dell’Olp, hanno deciso di boicottare la riunione dicendo di non voler fare “da foglia di fico” e a causa dello stallo nel processo di riconciliazione palestinese (bloccato dai primi di dicembre sulla questione delle controllo sulle armi a Gaza, che Hamas non vuole cedere all’Autorità Palestinese).

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu è giunto domenica mattina a Nuova Delhi, in India, per una visita di sei giorni che restituisce la visita fatta in Israele dal primo ministro indiano Narendra Modi nel luglio scorso.