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E’ prossimo all’inaugurazione, nel quartiere Isawiya di Gerusalemme est, un minareto di 73 metri che viene presentato come il più alto della città, finanziato con un milione di shekel da un Comitato di abitanti del quartiere. Alla domanda del Jerusalem Post se il minareto sia stato costruito con l’approvazione della Municipalità di Gerusalemme, Muhammad Abu al-Hummus, membro del Comitato, ha risposto: “Questo è un minareto di Dio e non ha bisogno di permessi. Comunque gli occupanti non sono ciechi e ovviamente ci hanno visto costruire nel corso dell’ultimo anno”. Vedi la foto sul Jerusalem Post

Secondo mass-media siriani, nelle prime ore di lunedì mattina Israele avrebbe colpito, sul confine siriano-libanese, un convoglio di armi dirette a Hezbollah.

Un drone israeliano avrebbe colpito e ucciso, domenica pomeriggio, un capo della Forza di Difesa Nazionale, milizia siriana pro-regime creata nel 2012, mentre era alla guida di un veicolo vicino alla città di Khan Arnabeh, nella provincia Quneitra, sulla strada che dal confine con Israele porta verso Damasco. Il gruppo stesso ha annunciato il “martirio dell’eroico combattente Yasser Hussien Assayed” con un post su Facebook, pubblicando anche quattro immagini della luogo del presunto attacco aereo. Secondo il canale di notizie libanese NBN, l’uomo era un comandante della difesa aerea siriana. No comment delle Forze di Difesa israeliane.

La Israel Antiquities Authority ha annunciato domenica il ritrovamento, nei pressi di Ein Hemed, circa 7 km ad ovest di Gerusalemme, di nove monete di bronzo della fine del periodo bizantino. Le monete risalgono ai primi del VII sec. e.v. e recano le immagini degli imperatori bizantini, tra cui Giustiniano (483-565 e.v.), tutti con croce e in tenuta militare. “A quanto pare, all’epoca dell’invasione persiana sassanide, intorno al 614  e.v., il proprietario seppellì il suo tesoro pensando di tornare a recuperalo a guerra finita: oggi sappiamo che non ha mai potuto farlo” ha spiegato la direttrice degli scavi, Annette Landes-Naggar. L’invasione sassanide è stato uno dei fattori che pose fine al dominio degli imperatori bizantini in Terra d’Israele. Vedi le foto e video sul Jerusalem Post

“Designare le donne nel mondo occidentale come merce e strumento di piacere è molto probabilmente uno dei complotti sionisti tesi a distruggere la comunità umana”. Lo ha scritto domenica su Twitter la Guida Suprema iraniana, Ali Khamenei.

“La prossima volta che i siriani useranno sistemi di difesa contro i nostri aerei, distruggeremo la loro anti-aerea senza la minima esitazione”. Lo ha detto domenica il ministro della difesa israeliano Avigdor Lieberman parlando a Israel Radio.

“Bisogna capire il contesto – ha spiegato domenica il ministro della difesa israeliano Avigdor Lieberman – Quando colpiamo, c’è una ragione precisa per farlo. Non abbiamo alcun interesse a intervenire nella guerra civile siriana, né a favore né contro Assad. Non vogliamo scontrarci con i russi. Il nostro problema principale è il trasferimento di armi avanzate dalla Siria al Libano e così, ogni volta che si scopriamo un tentativo in questo senso, agiamo per impedirlo. Su questo non scendiamo a compromessi”. Circa il fronte sud, Liberman ha detto: “Non siamo disposti a investire il denaro dei contribuenti israeliani in elettricità e acqua per gli abitanti di Gaza mentre loro investono i loro soldi in tunnel terroristici. E non siamo disposti a tollerare alcuna provocazione. Le Forze di Difesa israeliane risponderanno con forza a ogni razzo sparato contro di noi dalla striscia di Gaza.

Israele ha seccamente smentito che la Siria abbia abbattuto un aereo delle Forze di Difesa israeliane. La notizia era stata fatta circolare alla fine della scorsa settimana dai mass-media del regime di Assad. Il governo siriano ha già fatto affermazioni simili in passato. Israele ha invece confermato d’aver colpito alcune postazioni militari siriane nei pressi di Palmira. Secondo Yedioth Ahronoth, bersaglio dei raid aerei erano depositi di armi (probabilmente missili Scud D con gittata di 700 km) destinate a Hezbollah, il gruppo terroristico libanese sponsorizzato dall’Iran. Le forze siriane hanno lanciando missili terra-aria verso i jet israeliani quando questi erano già rientrati alla base. “In nessun momento è stata compromessa la sicurezza dei voli civili e militari israeliani”, ha affermato il portavoce militare israeliano Peter Lerner. Uno dei missili siriani è stato intercettato dal sistema anti-missilistico israeliano Arrow (“Freccia”), entrato in azione per la prima volta in un’operazione di guerra. Parti del missile intercettato sono cadute all’interno dei confini della Giordania. I mass-media israeliani hanno definito la vicenda come il più grave incidente bellico tra Damasco e Gerusalemme dall’inizio della guerra civile siriana nel 2011.

Gli archeologi hanno scoperto a Roma i resti di un secondo arco trionfale dedicato all’imperatore Tito e alla sua vittoria contro la rivolta degli ebrei del I secolo e.v. L’edificio era incassato tra le gradinate del Circo Massimo, la grande arena dove si svolgevano fra l’altro le corse delle bighe, e si trovava a meno di un km di distanza dal famoso Arco di Tito, sulle pendici del colle Palatino, che porta la celebre raffigurazione della menorah e di altri oggetti sacri depredatati dal Tempio ebraico in seguito alla caduta di Gerusalemme nel 70 e.v. Agli archeologi non risulta un altro caso di due archi romani costruiti per celebrare la stessa vittoria. In realtà gli studiosi ne sospettavano da tempo l’esistenza in base ad antiche mappe e documenti di arte romana, ma i resti sono venuti alla luce solo nel corso di uno scavo archeologico decennale all’estremità meridionale del Circo Massimo, riaperto al pubblico alla fine dell’anno scorso. Largo 17 metri e alto più di 10, l’arco triplo era molto più grande rispetto al suo omologo ad arcata singola visibile oggi nel Foro romano. L’iscrizione dedicatoria non è sopravvissuta, ma risulta trascritta nel resoconto di un anonimo pellegrino del IX secolo. Il testo proclamava enfaticamente che Tito, “seguendo il consiglio e la direzione del padre, ha sottomesso il popolo ebraico e distrutto Gerusalemme, cosa che tutti gli altri generali, re e popoli prima di lui non avevano nemmeno tentato o non erano riusciti a realizzare”. Vedi le foto su Ha’aretz

Il parlamentare arabo-israeliano Basel Ghattas (Lista Araba Comune) si è dimesso dalla Knesset nel quadro di un patteggiamento raggiunto con la giustizia che lo vedrà condannato a due anni, dopo che ha ammesso d’aver contrabbandato telefoni cellulari a terroristi palestinesi detenuti. A suo tempo, il partito di Ghattas aveva accusato la polizia di condurre una “campagna di persecuzione politica”. Ghattas verrà sostituito alla Knesset da Jamaa Azbarga, 59 anni, originario di Lakiya (poco a nord di Be’er Sheva).