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Israele risulta al terzo posto nell’elenco delle economie più stabili e promettenti del mondo, secondo la lista pubblicata dall’agenzia di notizie finanziarie Bloomberg. Lo precedono solo Hong Kong e Corea del Sud. Seguono Danimarca, Taiwan, Islanda, Giappone, Svizzera, Singapore e Thailandia. A gennaio, Israele era entrato nei primi 10 paesi del Bloomberg Innovation Index 2017 che valuta il livello di innovazione nell’economia di un paese in base alla spesa per ricerca e sviluppo e al numero di imprese high-tech quotate.

Il gruppo Shabiba, affiliato a Fatah, ha ottenuto 41 seggi alle elezioni studentesche dell’Università An-Najah di Nablus, la più grande di Cisgiordania, contro i 34 seggi ottenuti da Hamas. L’affermazione di Fatah rappresenta un’inversione di tendenza rispetto agli anni scorsi che avevano visto prevalere il blocco islamico di Hamas, soprattutto nell’Università Birzeit di Ramallah. Le elezioni studentesche sono viste come un indicatore dell’opinione palestinese dal momento che elezioni generali con la partecipazione anche di Hamas non si tengono dal 2006. Secondo l’agenzia ufficiale Wafa, dei 20.237 studenti aventi diritto, hanno votato in 11.765 (pari al 58%). Le ultime elezioni studentesche ad An-Najjah avevano avuto luogo nel 2013.

“Si tratta di terroristi e assassini detenuti che ricevono esattamente ciò che è previsto dal diritto internazionale”. Lo ha detto martedì a radio Galei Tzahal il ministro israeliano della pubblica sicurezza Gilad Erdan a proposito dei carcerati che hanno indetto uno sciopero della fame per le condizioni di detenzione (uso del telefono, numero delle visite ecc.). Anche il Ministero degli esteri israeliano ha dichiarato: “I detenuti palestinesi non sono prigionieri politici: sono terroristi e assassini riconosciuti che sono stati portati davanti alla giustizia e che vengono trattati secondo il diritto internazionale”.

Scontri armati, domenica, nel nord della penisola egiziana del Sinai fra terroristi dell’ISIS e tribù locali. Secondo fonti tribali citate dalla Associated Press, il conflitto è iniziato quando i jihadisti, che vogliono imporre nella zona una versione rigida della legge islamica che vieta fra l’altro la vendita di tabacco, hanno sparato contro un camion del contrabbando di sigarette, e i locali hanno reagito sequestrando tre membri del gruppo jihadista.

Tra lunedì e martedì termina la settimana di celebrazioni di Pesach, la pasqua ebraica.

La polizia di frontiera israeliana ha fermato sabato sera un palestinese di Gerusalemme est che cercava di attraversare un posto di controllo nascondendo un coltello.

E’ stato fissato per il prossimo 3 maggio il primo incontro alla Casa Bianca fra il presidente dell’Autorità Palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen) e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, preceduto da una delegazione dell’Autorità Palestinese che sarà a Washington il 23 aprile.

Un migliaio di detenuti palestinesi nelle carceri israeliane sarebbero pronti a iniziare uno sciopero della fame di massa indetto dal capo terrorista Marwan Barghouti (fondatore delle Brigate Martiri di al-Aqsa, all’ergastolo per cinque attentati mortali). “Lo sciopero indetto da Barghouti è motivato dalla lotta politica interna palestinese e infatti riguarda richieste irragionevoli circa le condizioni di detenzione”, ha dichiarato domenica il ministro israeliano di pubblica sicurezza Gilad Erdan. Anche molti palestinesi attribuiscono la scelta di Barghouti alla volontà di inviare un messaggio alla dirigenza di Fatah e al presidente dell’Autorità Palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen), che di recente hanno escluso gli uomini di Barghouti da una riunione del Comitato centrale e lo stesso Barghouti dalla posizione di vice presidente dell’Autorità Palestinese. Secondo queste fonti, il fatto che solo una metà dei detenuti di Fatah ha annunciato l’adesione dimostra il disaccordo interno.

Il capo di Hamas, Khaled Mashaal, ha detto in un discorso sabato che “qualunque informazione circa i prigionieri israeliani ha un prezzo” che Israele deve pagare, in termini di scarcerazione di terroristi detenuti. Attualmente risultano trattenuti nella striscia di Gaza Abera Mengistu, Hisham al-Sayed e Jumaa Ibrahim Abu-Ghanima: tre civili israeliani (che sarebbero affetti da disturbi mentali) entrati di propria volontà nel territorio controllato da Hamas da cui non sono più usciti, oltre alle salme di due soldati, Shaul-Oron e Hadar Goldin, morti nell’operazione anti-terrorismo dell’estate 2014. Il quotidiano arabo israeliano Kul al-Arab ha parlato, all’inizio di quest’anno, di una mediazione del Qatar. Secondo il quotidiano, Hamas pretende la scarcerazione di una sessantina di terroristi palestinesi già rilasciati nel 2011 nel quadro del ricatto per la liberazione di Gilad Shalit e poi nuovamente arrestati perché tornati alle attività terroristiche in violazione degli impegni sottoscritti.

Ha una storia di problemi mentali l’arabo 57enne che venerdì scorso ha compiuto un attentato all’arma bianca sul tram di Gerusalemme causando la morte della studentessa britannica Hannah Bladon, di 21 anni. L’uomo, bloccato sul posto da un poliziotto fuori servizio e tratto in arresto, ha ammesso d’aver effettuato l’attacco sperando che i soldati avrebbero reagito uccidendolo. Secondo i servizi di sicurezza israeliani, non è la prima volta che palestinesi con disturbi mentali effettuano attacchi terroristici nella speranza di rimanere uccisi giacché la glorificazione dei “martiri” nella società palestinese cancella lo “stigma” della malattia mentale dalla famiglia dell’attentatore.