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Secondo il giornale arabo edito a Londra al-Hayat, negli incontri della scorsa settimana fra dirigenti siriani e palestinesi, Assad avrebbe accettato di aprire una ambasciata palestinese a Damasco e di restituire a Fatah le confiscate nel 1983, quando la Siria aveva rotto i rapporti di Arafat. La Siria si era anche sempre opposta alle scelte dellOlp a Madrid (1991), Oslo (1993) e sulla Road Map sottoscritta nel 2003.

Come gesto di buona volontà, Israele ha approvato domenica la scarcerazione entro la fine del mese di circa 200 detenuti palestinesi (tra quelli che non si sono macchiati direttamente di reati di sangue).

Mahmoud Abbas (Abu Mazen) arrivando in Kuwait: Sì, chiediamo scusa per quello che abbiamo fatto. Nel 1990 Arafat aveva schierato lOlp a fianco del dittatore iracheno Saddam Hussein che aveva invaso il Kuwait. A causa di questo, dopo la prima guerra del Golfo (1991) i 450mila palestinesi che vivevano nel paese erano stati espulsi, molti di loro condannati per collaborazionismo con gli occupanti iracheni. Il Kuwait aveva tagliato i finanziamenti allOlp, pur continuando a inviare aiuti ai palestinesi attraverso enti internazionali.

Dopo aver ricevuto rassicurazione da Mahmoud Abbas (Abu Mazen) su 9 richieste, Marwan Barghouti (il capo terrorista detenuto in Israele) avrebbe accettato di ritrare la sua candidatura per le presidenziali palestinesi del 9 gennaio.

Ottenuta l’approvazione del Likud, il pm Sharon intende avviare domenica colloqui con Shimon Peres (laburisti), Eli Yishai (Shas) e parlamentari di Ebraismo Unito della Torah con lobiettivo di presentare la nuova coalizione alla Knesset entro il 20 dicembre.

Secondo i primi risultati dell’inchiesta relativa alla morte il 3 dicembre a Raba’a (presso Jenin) di Mahmud Abdel Rahman Kmeil, terrorista latitante della Jihad Islamica, le forze speciali impegnate nell’arresto avrebbero commesso errori operativi ma non “crimini etici”: i soldati che hanno sparato da 40 m di distanza erano veramente convinti che il ricercato stesse brandendo un’arma.

Missili Qassam palestinesi venerdì verso il valico di Sufa e colpi di mortaio su abitazioni israeliane nella parte sud della striscia di Gaza.

Sgomberato venerdì dalle Forze di Difesa israeliane l’avamposto illegale di Nofai Nechamia (un caravan) istituito giovedì in Cisgiordania.

Secondo Jibril Rajoub, l’Egitto avrebbe garantito che i soldati israeliani lasceranno le città palestinesi prima delle elezioni del 9 gennaio. “Israele ribadisce la disponibilità a ridispiegare le proprie truppe in modo da permettere ai palestinesi di esercitare i loro diritti politici”, è stato il commento di Yonatan Peled, portavoce del ministero degli esteri israeliano.

Secondo fonti della difesa israeliana, Israele si appresta a lasciare alle forze palestinesi il controllo della parte nord della striscia di Gaza in largo anticipo rispetto al preventivato ritiro di metà 2005, come misura-test per valutare la capacità dell’Autorità Palestinese di contenere le attività violente.