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Il ministro della difesa israeliano Avigdor Lieberman ha dichiarato “organizzazione terroristica” il Fondo Nazionale Palestinese, spiegando che fornisce “supporto massiccio” al terrorismo. Secondo il comunicato diramato giovedì, il Fondo Nazionale Palestinese opera un “continuo e costante supporto a soggetti responsabili di gravi attività terroristiche contro Israele”. Il fondo viene utilizzato, tra l’altro, per incanalare decine di milioni di shekel a detenuti per terrorismo e alle loro famiglie, versando “stipendi mensili” tanto maggiori quanto più lunga è la pena detentiva (cioè quanto più gravi gli attentati commessi). Creato nel 1964 come ente dell’Olp, da statuto il Fondo ha lo scopo di finanziarne anche le cosiddette “attività militari” ed è responsabile della gestione di aiuti finanziari provenienti da varie fonti come gli stati arabi e la “tassa per la liberazione” imposta ai palestinesi che lavorano nei paesi arabi.

Un razzo lanciato dalla striscia di Gaza contro Israele si è abbattuto mercoledì notte su un’area non edificata nella regione di Sdot Negev. L’aviazione israeliana ha reagito attaccando nelle prime ore di giovedì mattina due obiettivi di Hamas nella striscia di Gaza, tra cui un campo d’addestramento delle Brigate Ezzedin al-Qassam a Deir al-Balah.

Lo stato d’Israele ha ribadito che erano osservatori di Hamas l’obiettivo dei due colpi di carro che colpirono la casa del dottor Izzeldin Abuelaish, dove morirono tre sue figlie e nipoti durante l’operazione anti-terrorismo a Gaza del 2009. Secondo dichiarazioni giurate presentate dal governo al tribunale di Be’er Sheva, sull’edificio erano stati identificati osservatori di Hamas che guidavano i colpi dei terroristi contro i soldati israeliani. Inoltre, lo stato ha ribadito che nell’edificio erano immagazzinate munizioni di Hamas che sono state verosimilmente la causa diretta della morte dei civili, più che i colpi del carro israeliano. Le dichiarazioni sono state depositate mercoledì mattina nel corso di un’audizione per una causa intentata da Izzeldin Abuelaish che chiede scuse ufficiali, assunzione di responsabilità e risarcimento economico. Il tenente colonnello Eran Tuval, esperto di materiali militari, ha esaminato frammenti tratti dalle salme delle ragazze e vi ha trovato componenti chimici non contenuti nelle munizioni israeliane, ma in quelle usate da Hamas: il che confermerebbe che il decesso fu causato dall’esplosione secondaria del deposito di munizioni dei terroristi nascosto nell’edificio civile.

L’ambasciatore d’Israele alle Nazioni Unite Danny Danon ha definito “nauseabondo” il rapporto della Commissione economica e sociale Onu per l’Asia Occidentale (ESCWA) che accusa Israele di esercitare l’”apartheid” a danno degli arabi palestinesi. “Il tentativo di infangare e calunniare l’unica vera democrazia in Medio Oriente inventandosi una falsa analogia è spregevole e costituisce una palese menzogna – ha scritto Danon in un comunicato – Ma non è certo una sorpresa che un’agenzia guidata da un individuo che invoca il boicottaggio contro Israele e che paragona la nostra democrazia ai più orrendi regimi del XX secolo, abbia sottoscritto un tale rapporto. Chiediamo al Segretario Generale di dissociare le Nazioni Unite da questo rapporto falso e fazioso”. Il rapporto è stato redatto da Richard Falk, un notorio attivista anti-israeliano. Secondo la giordana Rima Khalaf, Segretaria esecutiva dell’agenzia ESCWA (che comprende 18 paesi arabi), “il rapporto afferma chiaramente che Israele è uno stato razzista”. Il portavoce Onu Stephane Dujarric ha detto ai giornalisti a New York che il rapporto è stato pubblicato senza alcuna previa consultazione con la Segreteria Generale.

Agenti della polizia di frontiera israeliana in servizio a un posto di controllo vicino alla Tomba dei Patriarchi, a Hebron, hanno individuato e fermato in tempo, mercoledì sera, un 17enne palestinese armato di coltello.

Un’adolescente palestinese originaria di Beit Fajjar (a sud di Betlemme) si è scagliata, mercoledì, alla guida di un’auto contro la gente in attesa a una fermata d’autobus, all’incrocio Gush Etzion (a sud-ovest di Gerusalemme), ma è stata colpita e ferita dalla reazione di militari israeliani presenti alla scena. Non si segnalano altri feriti, a parte una 28enne israeliana in avanzato stato di gravidanza che è stata ricoverata sotto shock. Vedi il video dell’attentato su Times of Israel

L’ex ministro della difesa israeliano Moshe Ya’alon, che all’inizio di questa settimana è uscito dal Likud per creare un nuovo partito, ha dichiarato mercoledì che non sarà possibile arrivare a un accordo definitivo tra Israele e palestinesi nel prossimo futuro, ma ha aggiunto di essere contrario all’annessione unilaterale di porzioni della Cisgiordania (proposta da alcune voci della destra) e di essere invece favorevole alla separazione politica di Israele dai palestinesi. Ya’alon ha aggiunto di sostenere una “gestione” del conflitto finché perdurano gli sconvolgimenti regionali in atto nel Medio Oriente.

La Knesset ha approvato in seconda e terza lettura un emendamento alla Legge Fondamentale in base al quale dichiarazioni che incitano al razzismo o sostengono la lotta armata costituiscono motivo per interdire un candidato alla Knesset.

Sei blogger e giornalisti nordafricani sono arrivati in Israele ospiti del Ministero degli esteri, su invito del vice portavoce per i mass-media arabi Hassan Kaabiya. E’ la sesta iniziativa di questo tipo pensata per portare in Israele rappresentanti dei mass-media di lingua araba. Finora avevano partecipato giornalisti dal Marocco, questa volta ve ne sono anche da Algeria e Tunisia. Gli ospiti dovevano essere otto, ma due si sono dovuti ritirare per il rifiuto delle autorità del loro paese. Il programma della delegazione prevede visite alla città vecchia di Gerusalemme e alla spianata delle moschee sul Monte del Tempio, al memoriale della Shoà di Yad Vashem, alla Corte Suprema e alla Knesset, oltre a incontri con giornalisti israeliani che si occupano di mondo arabo.

Le autorità israeliane hanno fatto chiudere, lunedì, nel quartiere Beit Hanina di Gerusalemme est, un ufficio finanziato dall’Autorità Palestinese sospettato di operare segretamente, sotto la copertura di una “società di consulenza geografica”, per registrare e sorvegliare gli arabi che manifestano l’intenzione di vendere case o terreni ad ebrei. Le indagini della polizia avrebbero accertato che i nomi degli arabi così etichettatati venivano inviati ai servizi di sicurezza palestinesi di Ramallah. “Le attività di quest’agenzia dell’Autorità Palestinese miravano a terrorizzare gli arabi che vogliono vendere immobili ad ebrei, e minavano la nostra sovranità su Gerusalemme”, ha spiegato il ministro israeliano della pubblica sicurezza, Gilad Erdan.