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La cantante israeliana Netta Barzilai ha vinto sabato sera la finale del concorso canoro Eurovision a Lisbona, in Portogallo, con una canzone contro la donna oggetto. E’ la quarta volta che la rappresentanza israeliana si aggiudica il concorso. Le prime due furono esattamente 20 anni fa, nel 1998 e 40 anni fa, nel 1978. Vinse anche l’anno successivo, nel 1979.

La decisione del presidente Donald Trump di trasferire l’ambasciata in Israele da Tel Aviv a Gerusalemme non costituisce in alcun modo una presa di posizione sullo status finale della città e sui suoi “confini contesi”. Lo ha ribadito venerdì il Dipartimento di Stato Usa, in vista dell’inaugurazione della nuova sede che avrà luogo lunedì in coincidenza con il 70esimo anniversario dell’indipendenza di Israele (secondo il calendario civile), identificato dai palestinesi come il “Giorno della Nakba” (catastrofe). “Spostare la nostra ambasciata non significa abbandonare il nostro impegno a favore di un accordo di pace duraturo – afferma la nota del Dipartimento di Stato – Costituisce piuttosto una condizione necessaria per la pace”. La nota dice che Trump continua a sostenere le disposizioni dello status quo circa il Monte del Tempio di Gerusalemme. E aggiunge: “Il Consolato generale Usa a Gerusalemme continuerà a operare come una missione indipendente con un mandato invariato relativo alle relazioni degli Stati Uniti con i palestinesi e l’Autorità Palestinese. L’amministrazione è fermamente impegnata a perseguire una pace duratura e globale tra Israele e palestinesi che garantisca un futuro migliore per entrambi”. L’ambasciatore Usa David Friedman ha esortato i dirigenti dell’Autorità Palestinese a “venire a patti con la realtà” che Israele ha la sua capitale a Gerusalemme e che lì si trova l’ambasciata americana.

 

Israele ha dovuto chiudere, per riparazioni, il valico di Kerem Shalom dopo che centinaia di “manifestanti” palestinesi, durante le proteste di venerdì scorso della cosiddetta “marcia del ritorno”, hanno devastato e incendiato il versante palestinese di una struttura per il trasporto di carburante da Israele alla striscia di Gaza, causando danni per oltre  9 milioni di dollari e l’interruzione delle forniture di gas e gasolio indispensabili per far funzionare, fra l’altro, i generatori di corrente per ospedali e altre strutture vitali. Si è trattato del secondo assalto del genere alla stessa struttura in una settimana. “Hamas continua a spingere gli abitanti di Gaza a distruggere gli unici aiuti che ricevono” ha detto sabato il portavoce delle Forze di Difesa israeliane, Ronen Manlis. Manlis ha anche detto che, nonostante la forzata chiusura del valico, Israele è riuscito ad autorizzare il passaggio di sei camion di attrezzature mediche. Vedi foto e video su YnetNews

Un aquilone incendiario palestinese lanciato sabato dalla striscia di Gaza ha appiccato un nuovo incendio ai boschi di Be’eri, in territorio israeliano.

Le forze di sicurezza israeliane hanno arrestato, venerdì, vicino al confine con la striscia di Gaza, tre noti attivisti israeliani di estrema destra che avevano cercato di far volare un aquilone incendiario verso Gaza provocando invece un incendio in territorio israeliano. L’incendio è stato domato prima che potesse causare vittime o danni.

Un soldato israeliano è rimasto ferito, venerdì, in un tentativo di investimento deliberato nei pressi di Shavei Shomron, a ovest di Nablus. Il palestinese alla guida dell’auto si è dato alla fuga ed è ricercato. Meno di un’ora dopo, più a sud, nella zona del Monte Hebron, un altro palestinese ha tentato senza successo di investire con l’auto dei soldati israeliani, che sono riusciti a fermarlo e arrestarlo.

Il presidente del politburo di Hamas, Ismail Haniyeh, ha detto che la vittoria del movimento islamista nelle elezioni di martedì scorso per il consiglio studentesco dell’Università Bir Zeit (presso Ramallah) dimostra che i palestinesi sostengono “l’opzione della lotta armata”. Al voto ha partecipato il 75% degli studenti aventi diritto. Hamas ha ottenuto 24 seggi su 51, la lista collegata a Fatah ne ha presi 23, mentre una terza formazione minore ne ha ottenuti 4. E’ il quarto anno consecutivo che Hamas prevale nelle elezioni del consiglio studentesco di Bir Zeit.

Con una dichiarazione riportata dall’agenzia di stampa ufficiale palestinese Wafa,
il ministero degli esteri dell’Autorità Palestinese ha attaccato, sabato, l’Ungheria, la Romania e la Repubblica Ceca accusate d’aver bloccato una condanna da parte dell’Unione Europea della scelta degli Stati Uniti di spostare l’ambasciata a Gerusalemme. La nota palestinese dice che Budapest, Bucarest e Praga subiranno conseguenze per questa loro azione.

“Sono almeno 27 i combattenti pro-regime di Assad rimasti uccisi nell’operazione israeliana contro basi iraniane in Siria la notte di mercoledì scorso. Lo ha affermato il direttore dell’Osservatorio siriano per i diritti umani, Rami Abdel Rahman, precisando che si tratterebbe di “6 soldati siriani e 21 combattenti stranieri, fra cui 11 iraniani”.

Il giorno dopo la reazione di Israele ai lanci di razzi iraniani dalla Siria nella notte di mercoledì scorso (50 obiettivi colpiti, tutti gli aerei tornati alla base), la tv Al-Manar di Hezbollah ha detto ai suoi ascoltatori che Israele aveva subito numerose perdite. “Durante l’attacco molti dei suoi abitanti sono stati uccisi, ma Israele ha deciso di tacere”, ha affermato Al-Manar, che ha anche invitato in studio vari commentatori ed “esperti” a ripetere le false notizie e a sostenere che Israele è rimasto sorpreso dalla risposta siriana. Uno dei commentatori ha detto che “gli ufficiali dell’entità sionista hanno ricevuto una dura lezione”. La tv libanese Al Mayadeen ha pubblicato sulla sua pagina Twitter foto di cittadini israeliani nascosti nei rifugi, ma si tratta di foto vecchie. Una, ad esempio, risale ai lanci di razzi di Hamas dell’estate 2014 ed è stata scattata in pieno giorno. La tv libanese l’ha grossolanamente fotoshoppata per farla sembrare notturna. Dal canto loro, i mass-media siriani hanno trascorso le 24 ore successive al raid lodando il regime di Bashar Assad. “Il nemico sionista non potrebbe fare fronte a un altro colpo come quello che ha subito ieri – hanno affermato – Gli aerei all’aeroporto Ben Gurion non riescono a tenere il passo con le richieste di persone che cercano di fuggire da Israele. La Siria è il paese più potente del mondo, grazie al grande Assad e al suo esercito”.