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Israele prevede di completare la costruzione del centro per turisti di Kedem, appena fuori la cosiddetta Porta dell’Immondizia della Città Vecchia di Gerusalemme. Lo ha detto domenica il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu aprendo la riunione settimanale del governo. “Oggi ho dato disposizione di completare le procedure per la costruzione del Centro Kedem destinato a rendere fruibili le scoperte storiche e archeologiche nella Città di David” ha detto Netanyhau, che ha aggiunto: “Così il mondo intero vedrà la verità storica, e i primi visitatori che inviterò saranno le delegazioni dell’Unesco e delle Nazioni Unite”. L’annuncio giunge all’indomani dei due voti con cui la scorsa settimana a Cracovia, in Polonia, il Comitato per il Patrimonio Mondiale dell’Unesco ha disconosciuto i millenari legami del popolo ebraico con la Città Vecchia di Gerusalemme e la Tomba dei Patriarchi a Hebron. “Il nesso tra popolo ebraico e Hebron è un dato del diritto e della storia che probabilmente non ha eguali nella storia dei popoli – ha detto Netanyahu – Naturalmente questo non ha impedito venerdì scorso al Comitato del Patrimonio Mondiale dell’Unesco di approvare un’altra risoluzione delirante che definisce la Tomba dei Patriarchi e la Grotta di Machpelah un sito del patrimonio palestinese”. Vedi l’immagine del progetto Centro Kedem sul Jerusalem Post

Il ministro israeliano della difesa Avigdor Liberman ha smentito la notizia di “passi avanti” nelle trattative con Hamas per il rilascio di cittadini e caduti israeliani in cambio della scarcerazione di terroristi palestinesi. “Non abbiamo nessun contatto con Hamas – ha detto domenica Liberman a radio Galey Israel – C’è uno sforzo costante in atto per liberare i nostri caduti e civili in cattività da Hamas, ma non c’è nessuna svolta”. Sabato il quotidiano libanese Al-Akhbar aveva riferito che Israele e Hamas erano vicini a un accordo che prevedrebbe la scarcerazione di detenuti palestinesi in cambio di semplici “informazioni” sulla sorte degli ostaggi in mano a Hamas, una notizia che Liberman ha etichettato come “guerra psicologica” da parte di Hamas.

Il presidente dell’Autorità Palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen) si è incontrato sabato al Cairo con il presidente egiziano Abdel-Fattah al-Sisi. Secondo autorevoli fonti vicine ad Abu Mazen, il presidente palestinese ha chiesto chiarimenti al suo omologo egiziano circa le notizie su un accordo favorito dal Cairo per una divisione dei poteri nella striscia di Gaza fra Hamas e l’ex uomo forte di Fatah a Gaza, Mohammed Dahlan, oggi acerrimo rivale di Abu Mazen dopo essere stato da questi destituito e mandato in esilio.

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha accolto con cauto favore il cessate il fuoco fra forze governative e ribelli nella Siria sud-occidentale (che confina con Israele), concordato venerdì da Usa e Russia ed entrato in vigore a mezzogiorno di domenica. “Israele è favorevole a un autentico cessate il fuoco in Siria – ha detto Netanyahu aprendo domenica la riunione settimanale del governo – purché ciò non apra la strada all’istituzione di una presenza militare da parte dell’Iran e dei suoi surrogati nella Siria in generale e soprattutto nella Siria meridionale”. Netanyahu ha detto d’aver discusso la questione la scorsa settimana con il Segretario di stato Usa Rex Tillerson e il presidente russo Vladimir Putin, e ha aggiunto: “Entrambi mi hanno detto che capiscono la posizione di Israele e che terranno in considerazione le nostre esigenze. Da parte nostra continueremo a monitorare gli sviluppi oltre i nostri confini, ribadendo con forza le nostre linee rosse: prevenire il rafforzamento di Hezbollah via Siria con particolare accento sull’acquisizione di armi sofisticate, impedire a forze Hezbollah o iraniane di stabilire una presenza sul terreno ai nostri confini, impedire lo stabilirsi di una presenza militare iraniana nella Siria in generale”. Il cessate il fuoco si basa sulla permanenza in carica del presidente siriano Bashar Assad da un lato, e l’opposizione a ulteriori progressi delle forze sostenute dall’Iran, Hezbollah compreso, dall’altro. Secondo l’Associated Press, sia Giordania che Israele sono stati coinvolti dietro le quinte nelle trattative sull’accordo.

Quattro ex membri dell’ala militare di Hamas hanno partecipato all’attacco dell’ISIS nella penisola del Sinai che ha causato la morte di almeno 23 soldati egiziani. Lo ha detto sabato il generale Yoav Mordechai, coordinatore delle attività governative israeliane nei Territori. L’ISIS ha rivendicato venerdì sera la responsabilità dell’attacco, condotto con auto-bomba suicida e mitragliatrici pesanti, contro un isolato avamposto dell’esercito del Cairo, costato il più alto numero di vittime egiziane da due anni in qua nella martoriata regione.

Nel suo terzo giorno di visita in Israele, il primo ministro indiano Narendra Modi ha avuto la possibilità, giovedì mattina, di vedere di persona alcune recenti innovazioni tecnologiche israeliane nell’impianto per la desalinizzazione dell’acqua di mare, a nord di Hadera. Modi ha anche provato, insieme al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, un veicolo di nuova concezione in grado di trasformare l’acqua marina in acqua potabile. I due statisti hanno approfittato della visita per rinfrescarsi nel Mediterraneo, vista l’ondata di caldo eccezionale che interessa Israele in questi giorni. Vedi video e immagini su Jerusalem Post

Hamas e Autorità Palestinese hanno immediatamente approfittato dell’ultimo voto Unesco. In una dichiarazione alla stampa diramata mercoledì, il portavoce di Hamas Abudllatif al-Qanoun ha affermato che la risoluzione dell’Unesco “demolisce la falsa narrazione israeliana” e “afferma il diritto palestinese su Gerusalemme e sulla moschea di al-Aksa”. Una dichiarazione del tutto simile è stata fatta all’agenzia di stampa palestinese Wafa dal portavoce dell’Autorità Palestinese, Yousef al-Mahmoud.

Il primo ministro indiano Narendra Modi ha iniziato il suo terzo e ultimo giorno di visita in Israele rendendo omaggio, giovedì mattina, ai soldati indiani caduti nella battaglia del 1918 per la liberazione di Haifa, e sepolti nel cimitero militare indiano della città dai turchi Ottomani. Vedi le foto su ibtimes e foto d’epoca su Jerusalem Post

Circa 10mila membri della comunità indiana d’Israele hanno accolto il primo ministro indiano Narendra Modi in una grande manifestazione in suo onore, mercoledì sera, al Centro Congressi di Tel Aviv. Vedi le foto su YnetNews

Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha bloccato, mercoledì, un disegno di legge che avrebbe garantito la costruzione di case a Beit El (in Cisgiordania) in sostituzione di quelle pacificamente sgomberate da 30 famiglie, nel 2012, nell’adiacente avamposto di Ulpana a seguito di una sentenza della Corte Suprema.