Sezione: News

L’Autorità Palestinese ha rilasciato su cauzione l’attivista Issa Amro, arrestato una settimana fa per aver postato su Facebook delle critiche al governo del presidente Mahmoud Abbas (Abu Mazen).

Il film Foxtrot, del regista israeliano Samuel Maoz, si è aggiudicato sabato vinto il Leone d’Argento del Gran Premio della Giuria al Festival del Cinema di Venezia.

Israele si appresta a inviare aiuti al Messico colpito giovedì scorso da un terremoto. Lo ha comunicato il Centro per la cooperazione internazionale del Ministero degli esteri, dicendo che gli aiuti saranno inviati agli stati meridionali di Oaxaca e Chiapas. Già venerdì scorso la ong umanitaria iAID aveva annunciato l’invio di una squadra con attrezzature ad alta tecnologia per la ricerca di persone intrappolate sotto macerie.

Parlando ai funerali di soldati rapiti e uccisi dall’ISIS nel 2014 le cui salme sono state recuperate solo di recente, il capo di stato maggiore delle forze armate libanesi ha attaccato Israele dicendo: “Non dobbiamo dimenticare che la principale e più importante minaccia terroristica nel nostro amato Libano meridionale è il nemico israeliano”.

Il Ministro degli esteri del Libano ha annunciato, sabato, l’inoltro di una “denuncia urgente” al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite contro Israele, accusato d’aver violato lo spazio aereo libanese conducendo giovedì scorso un attacco aereo contro un’installazione militare del regime siriano. Hezbollah, alleato di Damasco e grande nemico di Israele, siede nel governo del primo ministro libanese Saad Hariri, anche se il Libano si considera ufficialmente neutrale rispetto alla civile siriana e tecnicamente in stato di guerra contro Israele.

Il regime siriano ha attribuito a jet israeliani il raid che mercoledì notte ha colpito e distrutto un centro di ricerca e sviluppo di tecnologia nucleare, biologica, chimica e missilistica. Secondo le fonti siriane, gli aerei avrebbero colpito l’obiettivo nella città di Masyaf, presso Hamas, causando la morte di due soldati. No comment delle Forze di Difesa israeliane.

Partecipando mercoledì a Monaco all’inaugurazione del nuovo memoriale dedicato agli 11 atleti atleti israeliani e al poliziotto tedesco uccisi da terroristi palestinesi durante le Olimpiadi del 1972, il presidente d’Israele Reuven Rivlin ha condannato il partito Fatah, che fa capo al presidente dell’Autorità Palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen), per il fatto di celebrare regolarmente i responsabili di quella strage. “C’è ancora chi vede l’assassinio a sangue freddo degli atleti come un atto eroico – ha detto Rivlin – Anche l’anno scorso Fatah ha celebrato il massacro degli atleti come un atto di eroismo”. “Il memoriale che oggi stiamo inaugurando – ha poi detto Rivlin – deve essere un messaggio per tutto il mondo: non ci sono scuse per il terrorismo. Il terrorismo deve essere inequivocabilmente condannato ovunque: a Barcellona, a Londra, a Parigi, a Berlino, a Gerusalemme e in qualunque altro luogo”. Rivlin ha anche sottolineato che Israele ha aspettato quasi mezzo secolo perché ai Giochi Olimpici si decidesse di rispettare un momento di silenzio in memoria degli atleti israeliani uccisi. “I nostri fratelli assassinati – ha detto – non erano solo figli dello stato d’Israele. Erano figli della famiglia olimpica, una famiglia che per molti anni ha disconosciuto il suo debito verso di loro”. Vedi video e foto su Jerusalem On Line e YnetNews

Agenti della polizia di frontiera israeliana hanno individuato e arrestato in tempo, mercoledì, vicino alla Grotta dei Patriarchi a Hebron, un minorenne palestinese armato di un coltello prima che riuscisse a causare vittime.

Gli investigatori delle Nazioni Unite hanno confermato che è stata l’aviazione del presidente siriano Bashar Assad a condurre l’attacco con gas sarin dello scorso 4 aprile a Khan Sheikhoun, nella provincia ribelle di Idlib, che causò la morte di almeno 83 civili e scatenò la reazione degli Usa contro la base aerea di Shayrat da dove, conferma il rapporto, era decollato l’aereo Sukhoi-22 che ha sganciato il gas. “Abbiamo analizzato tutte le altre interpretazioni su chi avrebbe potuto condurre l’attacco – ha detto il presidente della Commissione d’inchiesta sulla Siria, Paulo Pinheiro, presentando mercoledì l’ultimo rapporto in una conferenza stampa a Ginevra – È nostro compito verificare tutte le possibilità e abbiamo concluso che l’attacco venne condotto dalla forza aerea siriana”. Il 14esimo rapporto della Commissione istituita nel 2011 dal Consiglio Onu per i diritti umani delle Nazioni Unite copre poco più di quattro mesi, da marzo a inizio luglio, e si basa su informazioni ottenute da immagini satellitari, video, foto, documenti medici e oltre 300 interviste. Il rapporto afferma inoltre che le forze del regime hanno usato armi chimiche più di una ventina di volte da quando è iniziata la guerra civile del paese, documenta anche violazioni commesse da forze ribelli come al-Qaeda e altre, e dice che le forze della coalizione a guida Usa non hanno sempre adottato “tutte le precauzioni possibili” per evitare danni a civili nell’attaccare a marzo terroristi Isis ad Aleppo.

Secondo un sondaggio pubblicato martedì dalla Fondazione tedesca Konrad Adenauer, il 46% degli israeliani ha una visione “abbastanza” o “molto” favorevole dell’Unione Europea, contro un 43% che la vede in modo sfavorevole. L’11% non esprime alcun parere. Inoltre, il 56% degli intervistati ha dichiarato di essere favorevole a un’eventuale adesione di Israele all’UE, contro il 34% che si dice contrario. (Per inciso, il 50% afferma che vorrebbe che Israele entrasse a far parte della NATO). Tra gli arabi israeliani, il sostegno all’Unione Europea è più marcato: tre quarti degli intervistati hanno espresso parere positivo contro il 18% che ha espresso parere negativo. Rispetto a un analogo sondaggio condotto nel 2015, le cifre segnano un aumento di un punto percentuale dei favorevoli. Nell’arco dell’ultimo decennio, tuttavia, l’opinione degli israeliani sulla UE è peggiorata: nel 2007, il 60% la considerava con favore contro il 34% che ne aveva un’opinione negativa, e ben tre quarti sostenevano l’eventuale adesione di Israele all’Unione Europea.