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La Turchia ha annunciato che fornirà aiuti finanziari direttamente all’Autorità Palestinese per una somma pari a 10 milioni di dollari. La decisione è stata presa dopo un incontro tra il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan e il primo ministro palestinese Rami Hamdallah, in visita ad Ankara. Fino ad oggi la Turchia aveva trasferito fondi ai palestinesi attraverso l’ente TİKA (Turkish Cooperation and Coordination Agency Directorate).

Le Forze di Difesa israeliane hanno arrestato un palestinese che ha esploso alcuni colpi d’arma da fuoco verso veicoli israeliani nei pressi a Rabud (Cisgiordania sud), senza causare vittime.

Una ventina di auto in un parcheggio a Gerusalemme nord sono stati vandalizzate, lunedì notte, da ignoti teppisti anti-arabi. La polizia israeliana ha avviato un’inchiesta.

Il ministro israeliano dell’edilizia Yoav Galant ha inaugurato lunedì il nuovo Giardino Archeologico del Davidson Center di Gerusalemme, che commemora il 50esimo anniversario della riunificazione della città (dopo il ventennio di occupazione giordana della parte orientale). Situato nei pressi del Monte del Tempio, attorno alla sezione sud-ovest del Muro Occidentale (“del pianto”), il giardino presenta antichità risalenti alle epoche del Secondo Tempio, bizantina e della prima era musulmana, raccolti a partire dalla fine della guerra di sei giorni (1967). Galant, da tempo sostenitore delle iniziative della Società per la Restaurazione e lo Sviluppo del Quartiere Ebraico (distrutto durante l’occupazione giordana), ha sottolineato l’aspetto significativo della tempistica dell’inaugurazione. “La storia e la tradizione israeliane e, naturalmente, la tradizione ebraica – ha detto – sono molto importanti. Questa mostra è speciale perché ricorda il momento unico della riunificazione di Gerusalemme, che per la nostra generazione è una delle cose più importanti che hanno avuto luogo dopo la fondazione dello stato di Israele”. Secondo Pini Refael, responsabile per educazione e turismo della Società per la Restaurazione e lo Sviluppo del Quartiere Ebraico, il giardino mette in mostra quasi tremila anni di storia nell’area storica che circonda un angolo del complesso del Monte del Tempio. “Dopo la guerra dei sei giorni – ha detto Refael – molte missioni universitarie sono venute da tutto il mondo per condurre scavi intorno al Monte del Tempio, mentre non si sono mai effettuati scavi archeologici sulla cima del Monte del Tempio. Qui sotto sono stati portati alla luce gli strati uno dopo l’altro, nel corso di scavi su 3.000 metri quadrati e 15-20 metri di profondità, fino ad arrivare alla principale strada originaria del quartiere ebraico”. Anche se la maggior parte dei reperti portati alla luce a partire dal ’67 sono conservati dalla Israel Antiquities Authority e dal Davidson Exhibition and Virtual Reconstruction Center, situato all’ingresso del Parco Archeologico di Gerusalemme, il nuovo giardino ospita comunque una serie di resti che coprono un arco di millenni. “Qui torniamo indietro di tremila anni, ai tempi di re Salomone – ha spiegato Refael – Infatti abbiamo trovato i resti di un portale e di un muro che risalgono a quell’epoca, insieme a migliaia di monete, vasi antichi, sigilli e pietre con iscrizioni in ebraico del periodo del Secondo Tempio”.

 

“Ogni giorno che Gerusalemme passa sotto l’occupazione è un insulto a noi”. Lo ha detto lunedì il presidente turco Recep Tayyip Erdogan alla cerimonia di apertura del Forum internazionale al-Quds Waqf a Istanbul. Erdogan ha definito le politiche di Israele nei confronti dei palestinesi “razziste e discriminatorie” e disumano l’embargo israeliano-egiziano sulla striscia di Gaza. Il Ministero degli esteri israeliano ha respinto come “calunnie infondate” la accuse di Erdogan sul trattamento della minoranza musulmana in Israele. “Chi viola sistematicamente i diritti umani nel proprio paese non dovrebbe far la predica all’unica vera democrazia della regione – si legge nella dichiarazione del Ministero israeliano – Israele tutela rigorosamente la piena libertà di culto di ebrei, musulmani e cristiani e continuerà a farlo nonostante queste calunnie senza fondamento”.

Fadwa Barghouti, moglie di Marwan Barghouti, ha affermato domenica che i video che mostrano suo marito che mangia di nascosto durante lo sciopero della fame da lui indetto, sono “falsi”. Parlando ad una conferenza stampa a Ramallah, Fadwa Barghouti ha denunciato la pubblicazione dei video come un “basso” espediente di Israele che indica che “la sconfitta dell’occupazione è imminente dopo 70 anni di oppressione”. Secondo fonti israeliane, le immagini di Marwan Barghouti che interrompe di nascosto il digiuno avrebbero già spinto molti altri detenuti a cessare lo sciopero della fame.

In un video diffuso dall’Autorità penitenziaria israeliana si vede Marwan Barghouti che mangia del cibo di nascosto nel bagno della sua cella in almeno due giorni diversi. Barghouti, comandante delle milizie di Fatah condannato all’ergastolo per omicidi terroristici, ha indetto uno sciopero della fame dei detenuti di sicurezza palestinesi sulle condizioni di detenzione (uso del telefono, numero delle visite ecc.). “Come ho detto sin dall’inizio – ha commentato il ministro israeliano della sicurezza pubblica Gilad Erdan – questo sciopero della fame non ha mai riguardato le condizioni dei terroristi condannati, che rispondono agli standard internazionali, ma solo le ambizioni politiche di Barghouti che vuole prendere il posto di Abu Mazen. Barghouti è un assassino e un ipocrita che ha spinto i suoi compagni di detenzione a digiunare e soffrire mentre lui mangia di nascosto. Proprio come ha mentito al mondo col suo articolo sul New York Times, così mente al pubblico palestinese”.Vedi il video su YnetNews e Times of Israel

 

Un’adolescente palestinese si è scagliata, coltello in pugno, contro degli agenti della polizia di frontiera israeliana gridando “Allahu Akbar”, domenica sera alla Porta di Damasco della Città Vecchia di Gerusalemme, ma è stata mortalmente ferita dalla reazione dei militari prima che riuscisse a causare vittime. Aveva con sé una nota di addio alla famiglia firmata con la parola “martire”.

Per la prima volta nella storia, Israele esporterà gas naturale in Europa occidentale. Lo ha detto Yuval Steinitz, ministro israeliano per energia, acqua e infrastrutture nazionali, intervenendo domenica alla conferenza annuale del Jerusalem Post a New York. In passato, ha detto Steinitz, l’Europa occidentale dipendeva pesantemente dalle forniture arabe, per cui questo sviluppo è importante per Israele sia sul piano economico  che geo-strategico.

Il Foreign Office britannico ha annullato i preparativi della prevista storica visita in Israele del principe Carlo, che avrebbe dovuto essere il primo membro della famiglia reale inglese a fare una visita di stato in Israele sin dalla sua nascita nel 1948. Il quotidiano inglese The Sun ha riferito domenica che la visita è stata annullata per evitare di “turbare” i paesi arabi che spesso ospitano membri della famiglia reale britannica. I preparativi per la visita avevano avuto inizio lo scorso marzo quando il presidente israeliano Reuven Rivlin aveva invitato la famiglia reale a visitare Gerusalemme in occasione del centenario della Dichiarazione Balfour (2 novembre 1917). Il principe Carlo avrebbe anche visitato le tombe dei 16.000 soldati britannici morti nella campagna del 1917 per conquistare la Terra d’Israele/Palestina all’Impero Ottomano.