Hamas, il (pericoloso) ruggito del topo

Indifferenti alle sofferenze dei palestinesi, consci che Israele fa di tutto per evitare di colpire civili, i terroristi confidano che la “asimmetria morale” possa battere quella militare

Di Moshe Arens

Come il Ducato di Gran Fenwick dichiarava guerra agli Stati Uniti nel film con Peter Sellers “Il ruggito del topo” (The Mouse That Roared), Hamas ha deciso di attaccare Israele, un paese infinitamente superiore sul piano della potenza militare. A prima vista questo “topo” sembra davvero folle. Come può pensare di sconfiggere uno degli eserciti migliori del mondo?

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«Eccezionale autocontrollo e abnegazione»

Stragrande maggioranza di vittime civili? Lecito dubitarne

“Durante la seconda guerra mondiale, l'esercito britannico risposte agli attacchi tedeschi con il bombardamento a tappeto delle città tedesche. Non ho alcuna intenzione di criticare il Regno Unito per averlo fatto, ma allo stesso tempo non intendo accettare, e nessuno dovrebbe accettare, che Israele venga calunniato mentre agisce con un autocontrollo che nessun esercito al mondo ha mai dimostrato”.

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La tragedia della guerra

La storia insegna che i regimi totalitari come Hamas sono in ultima analisi autodistruttivi, ma è tragico che tante vite debbano essere perdute prima che il male venga sradicato

Da un editoriale del Jerusalem Post

Le Forze di Difesa israeliane sono entrate in forze nella striscia di Gaza e inevitabili arrivano i frutti della tragedia della guerra. Al momento in cui viene scritto questo pezzo, sono 18 [oggi 25, ndr] i soldati israeliani uccisi nei combattimenti, decine di altri feriti. E hanno perso la vita centinaia di palestinesi, non solo terroristi ma anche civili: ostaggi del regime violento, fanatico e autodistruttivo di Hamas.

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Hamas: «Cosa saranno mai 200 martiri …»

Il primo obiettivo di Hamas è aumentare il proprio dominio su Gaza facendo quanto più male possibile a Israele senza preoccuparsi del prezzo pagato dai palestiensi

Di David Horovitz

Mentre le Forze di Difesa israeliane sono alle prese con le strutture sotterranee di Hamas, i tunnel dei terroristi e gli attacchi di razzi, gli israeliani si stanno gradualmente rendendo conto di quanto fosse progredita la preparazione del regime islamista di Gaza per il conflitto, della minaccia che rappresentava e del cinismo che caratterizza la sua strategia.

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L’anatra antisemita

La doppia morale di chi si mobilita sempre e solo contro Israele non assolve Israele dai suoi eventuali torti, ma certamente qualifica quegli accusatori come ipocriti e fanatici

Di Simon Cobbs

Manifestazioni anti-israeliane in decine di città d’Europa, interrogazioni parlamentari, dichiarazioni e appelli, titoli e immagini in prima pagina su giornali e telegiornali. Mi sta bene. Viviamo in democrazia il che implica innanzitutto libertà di parola.

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Cause contingenti e radici profonde del conflitto

I disastri provocati da pacificatori inetti, il profondo rifiuto del diritto nazionale ebraico da parte palestinese

Di Gerald M. Steinberg, Shlomo Avineri

Ha scritto Gerald M. Steinberg, su Israel HaYom: «Un anno fa il Segretario di stato americano John Kerry, l’ex ambasciatore Martin Indyk e, sullo sfondo, il presidente Barack Obama si lanciarono in un ennesimo tentativo di portare la pace tra israeliani e palestinesi. Come tanti altri prima di loro (compresi gli architetti degli accordi di Oslo di vent’anni fa), hanno fallito.

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Israele sotto i razzi del terrorismo

Foto e filmati che difficilmente vedrete sui grandi mass-media

«I terroristi stanno cercando di uccidere mio figlio. Non solo il mio, ma milioni di figli in tutta Israele. Questo è il messaggio di fondo che i mass-media dovrebbero veicolare. Se vostro figlio vi stesse chiamando da un rifugio antiaereo e sentiste in sottofondo la sirena dell’allarme e bambini che piangono, come vi sentireste? Come vorreste che reagisse il vostro governo

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La guerra etica delle Forze di Difesa israeliane

Ambasciatore palestinese al Consiglio Onu per i diritti umani: “I nostri razzi contro i civili sono un crimine, i raid israeliani no”

Dovendo spiegare agli ascoltatori della TV dell’Autorità Palestinese i rischi che comporterebbe una denuncia di Israele alla Corte Penale Internazionale, il rappresentante palestinese presso il Consiglio Onu per i diritti umani Ibrahim Kraishi ha affermato con chiarezza che, per il diritto internazionale, i lanci di razzi palestinesi contro civili israeliani sono un “crimine contro l’umanità” mentre non lo sono le operazioni israeliane che mirano ai nemici facendo di tutto per non colpire civili.

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