Un boicottaggio ipocrita, ingiusto, riprovevole, controproducente

L’iniziativa di ministri europei contro le merci prodotte da aziende ebraiche in Cisgiordania e Gerusalemme est solleva una serie di questioni inquietanti

Editoriale del Jerusalem Post

La scorsa settimana i ministri degli esteri di sedici paesi europei hanno inviato una lettera al responsabile della politica estera dell'Unione Europea Federica Mogherini chiedendole di promuovere l'etichettatura differenziata delle merci prodotte dalle aziende di proprietà ebraica situate al di là della ex-linea armistiziale

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Solo il gas naturale migliorerà i rapporti fra Europa e Israele

Se l'Europa dà addosso a Israele non è per i diritti umani, ma per il valore geopolitico del mondo arabo e il peso elettorale dei musulmani europei

Di Emmanuel Navon

Francesi e britannici hanno bombardato Gheddafi e risparmiato Assad perché la Libia è uno stato petrolifero, mentre la Siria non lo è. Ma naturalmente Nicolas Sarkozy e David Cameron nel 2011 hanno sostenuto che l’intervento Nato in Libia era motivato da ragioni umanitarie.

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I palestinesi di Yarmouk e il vergognoso silenzio quando non si può incolpare Israele

La denuncia fuori dal coro di un giornalista musulmano che lavora per Al-Jazeera

Di Mehdi Hasan

Migliaia di profughi palestinesi vengono affamati, bombardati e abbattuti come animali. "Se vuoi procurare da mangiare ai tuoi figli devi prendere con te il sudario funebre – ha detto uno di loro al sito di notizie israeliano YnetNews – Ci sono cecchini in ogni strada, non sei al sicuro da nessuna parte".

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Energia verde dal deserto

In Israele le politiche per lo sviluppo sostenibile si basano su una consapevolezza ambientale che risale a prima della nascita dello stato, ma c’è ancora molto da fare

Editoriale del Jerusalem Post

“Da Sion uscirà la legge dell’energia verde – ha annunciato il presidente del parlamento Yuli Edelstein, parafrasando Isaia, alla cerimonia di fine marzo per l’inaugurazione del nuovo “tetto solare” della Knesset

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Accordo sul nucleare: i testi di Usa e Iran dicono cose diverse

Discrepanze sostanziali su punti-chiave come la cancellazione delle sanzioni e la durata dei limiti all’arricchimento dell’uranio

Dietro ai sorrisi e alle dichiarazioni ottimistiche che hanno accompagnato l'annuncio di un'intesa-quadro per un accordo fra potenze mondiali e Iran sul controverso programma nucleare di Teheran, si scopre che vi sono incongruenze e differenze significative tra la versione americana e quella iraniana.

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E’ dura essere cristiani in Israele, ma non per colpa del governo o degli ebrei

"Noi vediamo e apprezziamo l'opportunità di vivere una vita pienamente libera e cristiana nello stato ebraico"

Di Padre Gabriel Nadaf

Il mio nome è Gabriel Nadaf e ho il privilegio di essere un sacerdote greco-ortodosso originario di Nazareth, in Galilea. La mia gente è stata erroneamente definita "arabi cristiani", ma la realtà è che siamo aramei, discendenti di persone che hanno vissuto qui in Israele sin dai tempi biblici.

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