Benvenuto in Israele, presidente Marzouki

Chissà se l'ex presidente della Tunisia si è concesso una pausa per riflettere su logica ed efficacia della sua partecipazione alla “flottiglia” per Gaza?

Di David Horovitz

Mentre scrivo queste righe, Moncef Marzouki, l'uomo che fino allo scorso anno era presidente della Tunisia, è a bordo di un’imbarcazione battente bandiera svedese chiamata "Marianne av Göteborg" insieme a più di una dozzina di "attivisti per i diritti umani", e viene scortato dalla Marina israeliana verso il porto di Ashdod, nel sud di Israele, dopo aver cercato di violare il blocco navale di sicurezza sulla striscia di Gaza controllata da Hamas.

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“Avete sbagliato rotta, probabilmente intendevate portare aiuti in Siria”

La lettera del primo ministro israeliano agli attivisti della “flottiglia” intercettata dalla Marina prima che forzasse il blocco navale sulla striscia di Gaza controllata da Hamas

Un portavoce delle Forze di Difesa israeliane ha confermato che lunedì notte la Marina israeliana ha intercettato l’imbarcazione battente bandiera svedese “Marianne av Göteborg” che si proponeva di violare il blocco navale imposto, in conformità al diritto internazionale, alla striscia di Gaza controllata dall'organizzazione terroristica Hamas

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Un rapporto superficiale, poco professionale, avulso dalla realtà

“Qualunque israeliano ragionevole penserà che è meglio controllare un'altra nazione piuttosto che ritirarsi, essere attaccati e poi essere anche condannati”

Mary McGowan Davis presenta ufficialmente lunedì al Coniglio Onu per i diritti umani il rapporto della sua Commissione sulla guerra della scorsa estate fra Israele e Hamas nella striscia di Gaza. Si prevede che il Consiglio, composto dai rappresentanti di 47 paesi dominati da una maggioranza automatica anti-israeliana, approverà le conclusioni del rapporto.

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Al di là degli standard morali più esigenti

In quale democrazia al mondo l’opinione pubblica permetterebbe al proprio governo di spingersi fino a questo punto?

Editoriale del Jerusalem Post

E’ possibile vincere una guerra asimmetrica contro organizzazioni come Hamas? Quando i terroristi di Hamas – o terroristi di altre organizzazioni che operano nella striscia di Gaza – lanciano razzi indiscriminatamente sui civili israeliani e poi si nascondono dietro i civili palestinesi, Israele si trova di fronte a un terribile dilemma morale.

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“Abbiamo pagato col sangue i nostri standard morali”

L’etica delle Forze di Difesa israeliane nella testimonianza dei soldati sul campo

Dor Matot: “Ho prestato servizio nelle unità di soccorso a Shejaiya. Ci vennero spiegate le regole di ingaggio per i sei giorni che siamo rimasti lì. La sera prima dell'incursione di terra un ufficiale dei servizi di sicurezza venne a dirci che c'era troppa popolazione civile nel luogo dove eravamo diretti.

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