Più di 700 i feriti siriani curati in Israele dall’anno scorso

La difficoltà di trattare pazienti mal curati, traumatizzati e convinti di trovarsi in un paese “nemico”

Quando due mesi fa un'ambulanza dell'esercito israeliano ha portato un ferito siriano allo Ziv Medical Center di Safed, una città nel nord Israele, i medici non sapevano esattamente da dove venisse. Hanno visto che gli era stata amputata una gamba, e sulla base del suo frammentario resoconto e delle evidenze fisiche hanno dedotto che era stato colpito da una granata.

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L’insopportabile furto della sofferta storia delle (vere) popolazioni autoctone

Quando qualcuno paragona la propria esperienza a quella dei nativi nordamericani lo fa quasi sempre per demonizzare un altro paese

Di Ryan Bellerose

Desidero spiegarvi come mai sono così arrabbiato. Vedo continuamente attorno a me gente che sostiene di condividere la stessa sorte del mio popolo. Mi dicono “la storia del mio popolo è come quella del tuo”, ma la realtà è ben diversa.

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Il presidente decaduto di un’Autorità che non esiste

L’Onu dovrebbe chiedersi che valore ha la firma della dirigenza che si sta autoproclamando stato palestinese

Di Guy Bechor

Come in una classica repubblica delle banane, Abu Mazen (Mahmoud Abbas) ha convocato un indefinito gruppo di persone sedute attorno a lui come se fossero una sorta di governo, e ha firmato una quindicina di domande di adesione ad enti e trattati delle Nazioni Unite.

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La nuova consapevolezza degli arabi cristiani. In Israele

I cristiani israeliani guardano ai paesi vicini e pensano che solo Israele può garantire loro libertà e prosperità. Così i giovani cercano di entrare nell'esercito

Di Uri Shenhar

E’ in corso una rivoluzione silenziosa, nella comunità israelo-cristiana di lingua araba: sono sempre più numerosi i giovani cristiani che si considerano innanzitutto israeliani e che rifiutano di piegarsi a disegni politici che non sono nel loro interesse.

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I palestinesi pongono una lista di nuove condizioni per proseguire il negoziato

Dopo che Abu Mazen si è rivolto unilateralmente agli enti internazionali, Israele cancella la scarcerazione del quarto gruppo di detenuti

I palestinesi hanno compilato una nuova lista di condizioni per acconsentire a continuare il negoziato: si va dalla scarcerazione di circa 1.200 detenuti palestinesi, ad un impegno scritto da parte di Israele ad accettare uno stato palestinese lungo le linee pre-'67 e con la parte est di Gerusalemme come sua capitale.

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