Nessuna persona civile può ignorare le sciagure che subiscono le minoranze in Medio Oriente

L’ambasciatore d’Israele all’Onu: “C'è solo un paese in Medio Oriente dove le minoranze hanno piena libertà di praticare la propria fede, di cambiare fede o di non praticare nessuna fede”

Di Ron Prosor

«La prossima settimana [dal 3 all'11 aprile] gli ebrei di tutto il mondo celebreranno la Pasqua che ricorda la storia dell'Esodo. In anni più recenti si è manifestato un altro esodo, questo però spinto dal flagello della persecuzione rivolta contro cristiani, curdi, yazidi, Bahai e, beninteso, ebrei.

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Quella domanda che resta senza risposta: cosa impedisce ai palestinesi di riconoscere Israele come stato ebraico?

Se l’occupazione si intende iniziata nel ’48, allora non c’è nessuna soluzione “a due stati”

Di Gershon Baskin

La popolazione israeliana ha votato nettamente a favore di Benjamin Netanyahu. La paura è il fattore che a mio parere spiega come mai ha votato prevalentemente per la destra. La maggior parte degli israeliani vive realmente con la paura: il Medio Oriente è un luogo molto pericoloso e terrorizzante.

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Non abbiamo proprio bisogno di un altro fallimento

Obama deve spiegare cosa gli fa credere che oggi uno stato palestinese sarebbe fattibile; la destra israeliana deve capire che certe scelte portano alla fine dello stato ebraico

Ben-Dror Yemini

Due giorni dopo le elezioni israeliane, lo “Stato Islamico” (ISIS) ha compiuto attacchi suicidi in due moschee a Sana'a, capitale dello Yemen, uccidendo circa 150 persone. Il giorno prima, un ramo dell’ISIS aveva perpetrato un attacco terroristico in Tunisia uccidendo 23 persone, per lo più turisti.

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Per ottime ragioni

Netanyahu, come la maggior parte degli israeliani, preferirebbe una soluzione a due stati, ma non la ritiene possibile nelle attuali circostanze

Di David M. Weinberg

Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha scatenato una cacofonia globale di ciance e recriminazioni quando, verso la fine della campagna elettorale, ha affermato che non vede la nascita di uno stato palestinese come una prospettiva realistica o possibile negli anni del suo prossimo mandato.

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