Israele sempre più vicino ai 10 milioni di abitanti

Nel capodanno ebraico, Israele conta più di 9,5 milioni di cittadini: 74% ebrei, 21% arabi. E il numero di neo immigrati dei 12 mesi scorsi è stato il più alto degli ultimi vent’anni

Israele ha superato di poco i 9 milioni e mezzo di abitanti. Ne ha dato notizia l’Ufficio Centrale di Statistica, diffondendo dati demografici aggiornati in occasione dell'imminente festa di Rosh Hashanà, l'inizio del nuovo anno ebraico

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Lapid all’Onu: Due stati per due popoli a condizione che lo stato palestinese non diventi una base terrorista come Gaza

Israele è per la democrazia, lo sviluppo e la pace, ma non resterà inerte di fronte a minacce come l’atomica in mano a un regime assassino che si regge sull’odio, e i milioni investiti in campagne di menzogne per calunniare lo stato ebraico

Di Yair Lapid

Testo e video integrale del discorso tenuto dal primo ministro israeliano Yair Lapid all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 22 settembre 2022.

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La mia giornata particolare da volontario musulmano del pronto soccorso israeliano

“Sono fiero di poter aiutare persone in pericolo di vita di ogni età, fede e nazionalità”

Di Ramzi Batesh

Mi chiamo Ramzi Batesh e vivo nel quartiere di Beit Safafa (quartiere arabo nella parte sud di Gerusalemme ndr). Lavoro presso il centro operativo di United Hatzalah e sono uno dei volontari paramedici specializzati in pronto soccorso che intervengono con le famose moto-ambulanze dell’organizzazione.

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Quella piccola moneta testimone di un popolo sovrano nella propria terra liberata

Le monete ebraiche coniate durante le rivolte del primo e secondo secolo erano una chiara affermazione di indipendenza in aperta sfida al potere di Roma

Di Tuvia Book

La scorsa settimana i mass-media israeliani e internazionali hanno riferito che è stata restituita a Israele una rara moneta d'argento trafugata anni fa da un sito archeologico presso la Valle di Elah. La moneta è una delle uniche due di questo tipo che siano state finora trovate.

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Quando Israele divenne un modello positivo per gli stati arabi

Nel secondo anniversario della firma, si può affermare che gli Accordi di Abramo costituiscono una svolta ideologica di portata biblica (disertata dai palestinesi, come sempre)

Di David M. Weinberg

Il bello degli Accordi di Abramo è che sono caratterizzati da una calorosa amicizia, sostenuta da un discorso di genuina tolleranza e moderazione ideologica. Il che è persino più importante del fiorire di scambi commerciali e delle straordinarie relazioni nella difesa instaurate con Emirati Arabi Uniti, Bahrain e Marocco.

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Democrazia e stato di diritto: ecco ciò che fa la differenza

In Israele i terroristi vengono condannati, siano essi ebrei o arabi. A Ramallah e a Gaza i terroristi arabi vengono celebrati e premiati. Ma tanti nel mondo occidentale non vogliono vedere la differenza

Di Davide Romano

L'israeliano Amiram Ben-Uliel, 28 anni, dopo regolare processo è stato riconosciuto colpevole di aver pianificato e realizzato nel 2015 un attentato che ha ferito mortalmente i coniugi palestinesi Saad e Riham Dawabsheh e ucciso il loro figlio di 18 mesi, Ali.

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Sulla stampa di Abu Mazen ricompare il “piano a fasi”

A differenza dei loro apologeti occidentali, Fatah e Autorità Palestinese non fanno mistero dell’obiettivo di distruggere Israele: un passo per volta

Per il movimento Fatah, l’Autorità Palestinese e il loro capo Abu Mazen, la creazione di uno “stato di Palestina” nei territori caduti sotto controllo israeliano nel 1967  (Giudea/Samaria o Cisgiordania e Gerusalemme est, prima sotto occupazione giordana, e la striscia di Gaza, prima sotto occupazione egiziana) è solo una tappa verso l'obiettivo finale di distruggere Israele.

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Gli anti-sionisti militano per un apartheid globale

Coloro che calunniano Israele accusandolo di apartheid vogliono abolire lo stato ebraico e riportare gli ebrei nella condizione di cittadini di seconda classe del mondo

Di Benjamin Kerstein

L'affermazione che Israele sarebbe uno stato da apartheid in realtà ha ben poco a che fare con l'effettiva accusa di apartheid. Innanzitutto, è poco più che un tentativo a buon mercato di demonizzare lo stato ebraico. Ma, cosa ancora più sinistra, è anche un appello per lo smantellamento di Israele

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Quella visita di Re Carlo III d’Inghilterra che potrebbe demolire il mito della Gerusalemme est araba e palestinese

Qualsiasi evento richiami l’attenzione sul Monte degli Ulivi è un disastro per la propaganda palestinese perché ricorda al mondo che uno dei siti religiosi ebraici più importanti e antichi si trova proprio a Gerusalemme est

Di Stephen M. Flatow

L'ascesa al trono britannico del principe Carlo, ora re Carlo III, potrebbe essere un problema per i sostenitori della causa araba palestinese. In effetti, il forte legame del nuovo re con un importante luogo sacro ebraico a Gerusalemme est potrebbe focalizzare l'attenzione su un tema che gli arabi preferiscono di gran lunga evitare.

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Regola numero 1: dare sempre la colpa agli ebrei, attribuire loro ogni possibile nefandezza

Sulle tv palestinesi e siriane, falsità distorsioni e spudorato negazionismo per alimentare odio e calunnie

Per l’Autorità Palestinese e i suoi organi d’informazione la verità non ha molta importanza. Ciò che conta è inculcare nei palestinesi in modo martellante il messaggio che israeliani ed ebrei sono la radice di tutti i mali. Un esempio che ricorre ogni anno è l'incendio doloso nella moschea di al-Aqsa nel 1969.

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