Scuole palestinesi: continuare a finanziare il festival dell’odio o esigere testi e programmi di pace?

Benché pieno di lacune e pregiudizi favorevoli, persino un rapporto commissionato dall’Unione Europea conferma che le scuole dell’Autorità Palestinese insegnano violenza e antisemitismo

Di Marcus Sheff

Nell'aprile 2019 la rappresentante della politica estera dell'Unione Europea Federica Mogherini annunciò un'indagine sull'odio e l'istigazione nei testi scolastici palestinesi redatti e usati da insegnanti i cui stipendi sono generosamente sostenuti dall'Unione Europea.

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Per gli antisionisti, la “Palestina” non si ferma affatto alla ex-Linea Verde

Quando i nemici d'Israele parlano di "Territori palestinesi occupati" non intendono solo striscia di Gaza e Cisgiordania, e non occorre conoscere la lingua araba per capirlo

Di Dov Fischer

Dopo che l'azienda di gelati Ben & Jerry's ha annunciato il boicottaggio delle vendite nel "Territorio palestinese occupato", vale la pena dare un'occhiata più da vicino a questo termine.

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La verità è che viviamo tutti in Israele

Nella loro guerra contro libertà democrazia e diritti delle donne, i jihadisti sono pronti a massacrare tutti (a partire dai musulmani deboli e oppressi)

Di Ben-Dror Yemini

L’incontro a Washington fra il primo ministro israeliano Naftali Bennett e il presidente degli Stati Uniti Joe Biden, originariamente programmato per giovedì 26, sarebbe coinciso quasi al minuto con il devastante attentato terroristico all'aeroporto di Kabul.

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Affrontare le ragioni profonde della violenza e criminalità che imperversano nella comunità araba israeliana

La società araba d’Israele non può continuare a dare tutte le colpe al governo senza sforzarsi di adottare drastici cambiamenti culturali ed educativi

Di Janan Bsoul

Un ennesimo omicidio a Rameh, in Alta Galilea, e i social network si riempiono di post di furiosi cittadini arabi israeliani che si scagliano con comprensibile indignazione contro l'inefficacia della polizia, la negligenza del governo e il modo in cui Israele lascia che la sua minoranza araba precipiti in un abisso di violenza e criminalità.

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È tempo che i palestinesi riconoscano l’esistenza di Israele: innanzitutto nel loro interesse

Finché i cosiddetti leader palestinesi continueranno ad alimentare (in arabo) lo slogan senza futuro "dal fiume al mare", i palestinesi non potranno realizzare il sogno di uno stato indipendente

Di Alon Ben-Meir

Sebbene i palestinesi abbiano tutto il diritto di istituire un proprio stato indipendente, nulla ha minato così tragicamente la loro causa agli occhi degli israeliani quanto la pretesa di avere uno stato che si estenda dal fiume Giordano al mar Mediterraneo, che significherebbe l'estinzione definitiva di Israele.

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Gantz: “L’Iran è a due mesi dalla bomba nucleare e rappresenta una minaccia globale”

Il ministro della difesa israeliano ha ribadito che l’interlocutore è l’Autorità Palestinese e che sul fronte di Gaza Israele ha due soli obiettivi: la sicurezza e il ritorno in patria di civili e soldati tenuti in ostaggio da Hamas

L’Iran è a due mesi dalla capacità di produrre armi nucleari. Lo ha detto il ministro della difesa israeliano Benny Gantz chiedendo alla comunità internazionale di dotarsi di un nuovo piano di prevenzione che prescinda dal rilancio dell'accordo con l'Iran del 2015.

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Quando i campioni delle causa palestinese gettano la maschera

“Tutto Israele è territorio occupato che va cancellato dalla carta geografica, e lo stesso Arafat profetizzò che gli israeliani dovranno gettarsi in mare come topi in fuga”

Un post pubblicato di recente sulla pagina Facebook della Commissione Olp per gli affari dei prigionieri, finanziata dall'Autorità Palestinese, ripropone in poche righe due principi basilari della propaganda dell'Autorità Palestinese

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Israele ha ben poche opzioni finché Gaza è in mano a terroristi senza scrupoli

Nonostante l'accordo raggiunto sui fondi del Qatar, Hamas ha nuovamente aizzato i palestinesi a violare il confine con Israele. Non ci voleva un genio per capire che ci sarebbero state violenze

Di Avi Issacharoff

Anche se la reazione istintiva alle nuove violenze palestinesi di sabato al confine di Gaza, compreso il palestinese che ha sparato a bruciapelo alla testa di un agente della polizia di frontiera israeliana riducendolo in fin di vita, sarebbe quella di sferrare una risposta energica contro Hamas, c’è da dubitare che tale azione porterebbe alla calma

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