Israele di fronte all’eterno dilemma della democrazia: mettere al bando gli anti-democratici?

L’analisi di un opinionista di rigorosa ispirazione liberale

Di Jonathan S. Tobin

Promuovendo l’accordo fra il partito HaBayit HaYehudi (La casa ebraica) e il partito Otzma Yehudit (Forza ebraica), guidato dai seguaci del rabbino estremista Meir Kahane, Benjamin Netanyahu può darsi che abbia aumentato le sue chance di vincere le prossime elezioni per la Knesset del 9 aprile. Ma ha anche reso probabile che entri alla Knesset un esponete kahanista

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Abu Mazen ammette: premi in denaro ai terroristi già prima del ’67 (quando Cisgiordania e Gaza non erano ancora sotto controllo israeliano)

Siccome Israele ha decurtato la quota di tasse destinate ai “martiri”, l’Autorità Palestinese rifiuta l’intera somma. Abu Mazen: “Che se la tengano”

E’ dal 1965 che la dirigenza palestinese paga vitalizzi ai terroristi detenuti e ai famigliari di quelli morti o feriti compiendo attentati. Lo ha detto apertamente il presidente dell'Autorità Palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen)

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La congressista Usa pro-BDS che usava un software notoriamente israeliano

La campagna per il boicottaggio dei prodotti israeliani è interessante se non altro come caso di studio su come si possa nascondere ipocrisia e cinismo sotto una montagna di auto-giustificazioni

Di David Rosenberg

Deve essere stato piuttosto imbarazzante per Rashia Tlaib, l’americana-palestinese recentemente eletta al Congresso e strenua sostenitrice della campagna BDS (per il boicottaggio di Israele), scoprire che il sito web ufficiale della sua campagna utilizzava strumenti per la creazione di siti web realizzati e commercializzati dalla società israeliana Wix. O forse no.

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