I labili contorni di una tregua molto condizionata

I veri sconfitti sono i leader palestinesi che speravano di ottenere una tregua dai gruppi terroristi.

Primi commenti dalla stampa israeliana

La dichiarazione fatta la scorsa notte dai terroristi Fatah secondo cui l’attacco al valico di Rafah (cinque soldati israeliani uccisi) sarebbe una vendetta per l’avvelenamento di Yasser Arafat da parte di Israele non è stata presa sul serio da nessuno nella dirigenza palestinese. La convinzione che Arafat sia stato avvelenato è assai diffusa nelle piazze […]

Leggi tutto l'articolo ›

Ultima novità: lintifada è finita

Potranno avvenire altri attentati, ma in fondo ciò avveniva anche prima che scoppiasse questultimo round del conflitto.

Di Arieh O'Sullivan

È significativo il fatto che i comandi delle Forze di Difesa israeliane hanno ricominciato a dare conto degli incidenti a base di lanci di pietre in Cisgiordania. Negli scorsi quattro anni di conflitto, chiamato dai palestinesi “intifada Al Aqsa”, i militari israeliani avevano diffuso statistiche relative ad attentati suicidi, sparatorie, imboscate di cecchini, lanci di […]

Leggi tutto l'articolo ›

Lipoteca Barghouti su Abu Mazen

Una leadership palestinese debole avrebbe difficoltà a prendere le decisioni politiche necessarie per un accordo con Israele.

di Danny Rubinstein

Nei giorni scorsi vi è stata nell’opinione pubblica palestinese un’estesa campagna contro Marwan Barghouti. Ad ogni angolo in Cisgiordania e striscia di Gaza si sono riuniti gruppi di Fatah, giovani e veterani, per condannare la candidatura di Barghouti alla presidenza dell’Autorità Palestinese. Le diramazioni di Shabiba, l’organizzazione giovanile di Fatah, le Brigate Martiri di Al […]

Leggi tutto l'articolo ›

Nellinteresse delle Nazioni Unite

Sapremo che lOnu ha imboccato la strada giusta quando inizierà ad applicare anche a Israele i valori della sua Carta.

Da un editoriale del Jerusalem Post

Giunte all’orlo della totale irrilevanza, le Nazioni Unite si stanno dando da fare per salvare se stesse. Data la loro consolidata antipatia per l’impresa sionista, c’è da chiedersi se Israele debba aiutarle a salvarsi o sperare che non ce la facciano. La risposta dovrebbe dipendere dalla possibilità o meno che i piani di radicale riforma […]

Leggi tutto l'articolo ›

Le altre elezioni palestinesi

Vi sono due altri appuntamenti politici palestinesi nel 2005 che non vengono abbastanza considerati.

di Daoud Kuttab

La (ri)candidatura di Marwan Barghouti per la presidenza dell’Autorità Palestinese ha bloccato l’ingranaggio di quello che orami veniva generalmente considerato un processo di successione relativamente morbido. Ma il voltafaccia all’ultimo minuto di Barghouti influirà poco sul risultato finale delle elezioni. Per molti osservatori palestinesi, le elezioni del 9 gennaio non sono poi così importanti. Vi […]

Leggi tutto l'articolo ›

Umm el-Fahm in cambio della Valle del Giordano?

Perché mai un accordo tra re Abdullah e Ben-Gurion dovrebbe essere più sacro di qualunque altra cosa?

L’idea di un grande scambio di terre (come ad esempio cedere ai palestinesi Umm el-Fahm, Taiba e Baka al-Gharbiyeh in cambio di insediamenti e dello strategico crinale dei monti di Cisgiordania) è stata a lungo liquidata dagli ambienti politici perbene come un’esclusiva dell’estrema destra, nient’altro che un altro nome per la vecchia idea, razzista e […]

Leggi tutto l'articolo ›

E se Israele non fosse il problema?

Quando dicono che loccidente è nei guai con i musulmani a causa di Israele, ricordate che le cose non sono così semplici.

di Amir Taheri

Nella sua recente escursione a Ramallah, il ministro degli esteri britannico Jack Straw ha indicato il conflitto israelo-palestinese come la più importante questione che divide Occidente e mondo islamico, riproponendo la nota convinzione generale secondo la quale, risolvendo la questione israelo-palestinese, i rapporti tra Islam e Occidente dal loro stato attuale, tanto prossimo a uno […]

Leggi tutto l'articolo ›

Unità nazionale o elezioni anticipate

Sharon: 'In ogni caso il piano di disimpegno verrà attuato, punto e basta.

”Le opzioni sono chiaramente due: governo di unità nazionale [con laburisti e partiti religiosi] o elezioni anticipate”. Lo ha detto giovedì il primo ministro israeliano Ariel Sharon all’indomani del voto contrario della Knesset alla legge di bilancio presentata dal suo governo. Dopo la votazione, Sharon ha destituito i ministri del partito laico di centro Shinui, […]

Leggi tutto l'articolo ›

Affrontare l’Iran, in coordinamento con gli Usa

? difficile credere che un paese così ricco di petrolio abbia bisogno di arricchire uranio a scopi civili.

Da un editoriale di Ha’aretz

La crisi internazionale sul programma nucleare iraniano ha trovato una soluzione diplomatica provvisoria. L’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica ha adottato un accordo raggiunto fra Iran e i tre europei (Germania, Gran Bretagna e Francia) con il quale Tehran si impegna a un “volontario passo per creare fiducia”: la cessazione dei suoi sforzi per produrre uranio […]

Leggi tutto l'articolo ›

Israele denuncia ruolo di Hezbollah (e Iran) nel terrorismo palestinese

Quasi l80% del terrorismo in nord Cisgiordania è guidato e finanziato da Hezbollah o dall'Iran.

Nel suo intervento al vertice euro-mediterraneo in corso a L’Aja (nel quadro del processo di cooperazione di Barcellona), il ministro degli esteri israeliano Silvan Shalom pone l’accento, martedì, sul crescente ruolo svolto dai terroristi sciiti libanesi Hezbollah, filo-iraniani appoggiati dalla Siria, nell’organizzare e finanziare il terrorismo palestinese anti-israeliano. Secondo fonti diplomatiche, Israele intende attirare l’attenzione […]

Leggi tutto l'articolo ›